Partito il progetto “Avis reti solidali” insieme al CSV di Padova

È iniziato lo scorso 26 giugno, presso la sede del Centro Servizi Volontariato di Padova, il percorso del progetto “Avis Reti solidali”, promosso dall’Avis provinciale di Padova. Tale progetto, dedicato ai referenti delle varie Comunali, ha l’obiettivo di fornire nuovi strumenti comunicativi alle Avis di base. Nell’occasione, inoltre, è stato presentato il lavoro svolto dai ragazzi del Laboratorio di Psicologia sociale dell’Università di Padova nell’ambito della ricerca “Comunicare solidarietà tra i giovani attraverso i social network”. Quest’ultima iniziativa, condotta in collaborazione con la nostra associazione, ha permesso di realizzare nuovi modelli di comunicazione, da utilizzare per il profilo Facebook di ogni Avis comunale, dato che Facebook è un mezzo di comunicazione che permette di raggiungere tante persone, soprattutto giovani, che non sono ancora donatori. Referenti del progetto sono Gianni Mamprin,  Federica Tognazzo e Cinzia Corsini. G.M.

PROGETTO SULLE RETI SOLIDALI PRESENTAZIONE

 

West Nile Virus: i donatori veneti possono donare, anzi…

Nessun allarmismo o stop alle donazioni di sangue.
I Donatori, anzi, sono i cittadini più al sicuro.

 

In merito alla segnalazione di alcuni casi di West Nile Virus nel Veneto, ultimo ieri in provincia di Padova, veicolato dalla zanzara Culex la situazione trasfusionale è strettamente monitorata ora per ora. A tale proposito, per sedare ogni inutile allarmismo in merito,  il presidente dell’Avis Regionale, Gino Foffano, precisa che la

Gino Foffano
Gino Foffano

situazione è sotto controllo e che i donatori di sangue residenti in tutta la regione possono donare regolarmente. La sospensione temporanea (28 giorni), riguarda infatti i donatori di altre province extra Veneto dove, eventualmente, non vengono fatti di routine gli esami mirati su ogni donazione.

Ormai dal 2008, nelle province venete in cui si segnalano casi di virus e persone infette, scatta automaticamente il test Nat-PCR su tutte le sacche donate.

La procedura emanata dal Centro Nazionale Sangue e dalla Regione Veneto tramite il Crat (Coordinamento regionale attività trasfusionali), permette così una stretta  sorveglianza sulle trasfusioni grazie ai  test sierologici effettuati sui donatori, garantendone la piena sicurezza trasfusionale.

“Tutti i donatori di sangue delle province venete interessate (Rovigo, Treviso, Verona, Venezia, Padova) vengono sottoposti al test Nat-PCR che diventa un esame obbligatorio di validazione della sacca. Senza aver effettuato il test, la sacca non viene trasfusa. Il sangue donato è quindi super controllato e con esso il donatore – sottolinea Foffano che invita gli avisini a continuare a donare con regolarità, vista anche la ripresa a pieno ritmo delle attività chirurgiche negli ospedali.

“Il test WNV Nat sui donatori che permette ai medici di rilevare e monitorare l’eventuale presenza del virus  – spiega il dottor Antonio Breda, responsabile del CRAT del Veneto –  controllando la salute del donatore stesso e, nel caso di eventuale positività, garantire la comunicazione  tempestiva e il successivo inquadramento clinico diagnostico nonché la temporanea sospensione dalla donazione di sangue (28 giorni, ndr)“.

Antonio Breda
Antonio Breda

Nelle province, anzi, in cui sono già scattate le misure preventive, i donatori che abbiano soggiornato in altre province o altri stati segnalati dal CNS (vedi tabella) possono tranquillamente donare”. I donatori di sangue, insomma, sono i più controllati e, tramite essi, anche la stessa popolazione.

Nella tabella disponibile a questo link sono indicate tutte le province italiane e i Paesi stranieri per cui vigono le misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione del West Nile Virus.

I sintomi della “Influenza del Nilo”. I sintomi dell’infezione moderata da virus del Nilo occidentale sono rappresentati da febbre moderata dopo pochi giorni di incubazione, che dura da tre a sei giorni, accompagnata da malessere generalizzato, anoressia, nausea, mal di testa, dolore oculare, mal di schiena, mialgie (dolori muscolari), tosse, eruzioni cutanee, diarrea, linfadenopatia e difficoltà a respirare. In meno del 15% dei casi, negli anziani e nei soggetti più deboli, possono aggiungersi complicazioni neurologiche.

Da qui la necessità di non infondere, come avviene del resto per qualsiasi anche blanda influenza, sangue proveniente da donatori che, potenzialmente, possono essere stati punti dalla zanzara Culex (la zanzara “nostrana”). Culex_sp.

 

Avis e Università: comunicare solidarietà tra i giovani con i social network

Un momento dell'incontro
Un momento dell’incontro a Padova

L’Avis Provinciale di Padova, anche quest’anno, ha organizzato un laboratorio di comunicazione e promozione sociale all’interno della Facoltà di Psicologia, nel corso di Psicologia Sociale e Cognitiva (prof.ssa Anne Maass). Gli studenti del corso hanno studiato metodi di comunicazione efficace nella promozione della donazione di sangue. Oltre agli interventi rivolti alle scuole, hanno promosso interessanti messaggi di solidarietà utilizzando i social network. I giovani restano così i destinatari preferenziali nelle campagne di sensibilizzazione. Si sono affrontate tematiche importanti sul come rendere più consapevoli i ragazzi alla necessità della donazione di sangue, come far sì che questo li colpisca, come questo possa essere recepito, non come dovere esterno, ma bensì, come atto coerente con i propri valori. E ancora, come fidelizzare sempre più i giovani nuovi donatori attraverso messaggi che ricordino la donazione e messaggi di ringraziamento e gratitudine. Il laboratorio ha visto come tutor Federica Tognazzo, psicologa psicoterapeuta, che da diversi anni collabora con l’Avis Provinciale. Con Federica hanno collaborato Cinzia Corsini e Giovanni Forza. I prodotti di questo laboratorio saranno presto condivisi nella nostra pagina Facebook, nata dal progetto Facebook “la rete solidale”. Un ringraziamento particolare è rivolto alla prof.ssa Anne Maass che rende possibile questo progetto nella sua realizzazione; siamo, inoltre, grati alle studentesse Chiara Allegri, Ilaria Battilani, Annarosa Di Vietro, Francesca Lorenzon, Michela Mezzaro, Beatrice Tosatto che hanno lavorato con costanza ed impegno.

Gianni Mamprin

Riaperto il punto prelievi di Campo San Martino dopo 7 mesi di chiusura

Il momento dell'inaugurazione del nuovo punto prelievi
Il momento dell’inaugurazione 

Domenica 12 maggio sono riprese le donazioni di sangue a Campo San Martino (Pd), dopo sette mesi di chiusura dovuta a problemi strutturali dell’edificio che per anni ha ospitato il punto prelievi. La struttura che si trova all’interno del Parco di Villa Breda, alla quale afferiscono circa 800 donatori complessivamente di Curtarolo, Campo San Martino, Piazzola sul Brenta, Campodoro  e ospita anche i locali della Comunale Avis. Presenti alla riapertura il Direttore Generale del’Azienda Ulss 15 ed il Direttore f.f. del Servizio Immunotrasfusionale dott.ssa Veronesi. È intervenuto il Sindaco di Curtarolo, Marcello Costa: “questa rinascita avrà comportato una spesa, che però diventerà sicuramente un investimento, anche perché l’Avis è uno dei gruppi di volontariato più importanti e attivi della zona. Il commento del vicesindaco di Campo San Martino Luciano Sandonà: “ Non è un caso che la sede Avis si trovi proprio all’interno dell’area di villa Breda, un presidio storico che nel corso degli anni ha mantenuto viva l’attività del paese. Il nostro obiettivo è di riportare le persone a rivivere il parco e le sue bellezze: per questo è nata una stretta collaborazione con il gruppo Alpini, che si sta impegnando per mantenere pulito ed in ordine il verde”.

Luca Marcon

Giovani in Avis, Avis “giovane”: adeguarsi al contesto che cambia

Nuove forze significano anche nuove idee per rilanciare l’Avis

È necessario rendere la nostra Associazione sempre più adeguata al contesto che cambia, è importante mantenere i valori e gli obiettivi, intervenendo sulle modalità per il loro perseguimento, incrementando le attività oggi già presenti.  quanto mai opportuno investire sui mezzi e sulle nuove modalità di comunicazione; la nostra associazione ha una straordinaria capacità di essere radicata nel contesto sociale e lavorare in rete, con le altre associazioni ed istituzioni; Avis sa essere un luogo di incontro e di confronto e favorisce la coesione sociale. È importante la presenza nelle Scuole, all’interno dell’Università ed in ogni occasione nella quale si possono creare relazioni sociali, che sono alla base della nostra attività di promozione.

Il rinnovo delle cariche è un passo fondamentale in ogni realtà della vita sociale è lo è ancora di più per le associazioni di volontariato che si basano sulla partecipazione dei volontari che decidono di dedicare parte del loro tempo a qualcosa di utile. Nuove forze significano anche nuove idee per rilanciare la nostra Avis; i giovani in Avis portano entusiasmo, nuove energie e poi comunicano più facilmente con i loro coetanei, favorendone il coinvolgimento e l’aggregazione. Questo è stato l’anno del rinnovo delle cariche associative, già iniziato con le Assemblee delle Avis Comunali, seguito dalle Provinciali e dalla Regionale con il nuovo Presidente Gino Foffano, con l’auspicio che tutte le Avis, trovino al loro interno, un equilibrio tra continuità ed innovazione. La continuità è garantita da chi era già presente nei Consigli direttivi uscenti, a quei tanti dirigenti associativi che hanno operato per anni, instancabilmente, giorno dopo giorno e hanno contribuito negli anni a fare crescere l’associazione. L’innovazione, è data dalle nuove leve, che con le loro nuove idee, sono certa, avranno la capacità di affrontare e utilizzare al meglio le nuove tecnologie, ma anche la sensibilità necessaria nel comprendere che si entra a far parte di un’associazione con oltre 80 anni di storia. E’ importante la serietà e l’attenzione con cui affrontano gli impegni associativi, la passione, l’entusiasmo, l’apertura al cambiamento ed all’innovazione, il saper guardare avanti, il lavoro di squadra, il radicamento sul territorio ed il saper ascoltare.

Le Avis provinciali e regionali svolgono un ruolo importante di coordinamento, di riferimento ed è anche il  luogo dove si diffondono le esperienze ed i progetti di tutte le Avis comunali, è fondamentale, ribadire anche in questo quadriennio di mandato, l’importanza del dialogo costantemente con i dirigenti associativi, con l’obiettivo di incrementare gli incontri con le sedi territoriali e lo scambio di esperienze, valorizzare le attività delle Avis del territorio con l’obiettivo di fare rete comune e di coinvolgere, incrementare le occasioni di formazione che sono alla base della nostra attività di promozione.

Gloria Mercurio

Padova cresce: più donazioni (+3,6%) in provincia e cresce anche l’Avis

Sabato 23 marzo si è tenuta l’Assemblea Avis Provinciale di Padova presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Padova alla presenza di oltre 240 delegati provenienti da tutta la Provincia, nella Relazione Morale del Consiglio Direttivo, il presidente Roberto Sartori ha sottolineato come la crisi economica abbia condizionato e condizioni la raccolta di sangue. Il 2012 è stato caratterizzato dalle preoccupazioni legate alla situazione economica e sociale che ha coinvolto ed interessato, direttamente, il mondo del volontariato; nonostante questo, sono aumentate le donazioni confermando, ancora una volta, che Avis in provincia di Padova è una realtà positiva ed è uno strumento per dare voce a chi crede in tale positività.ASSEMBLEA PROVINCIALE PD 03 ASSEMBLEA PROVINCIALE PD 04

I DATI

Nel 2012 nel DIMT di Padova sono state raccolte n° 45.594 unità di emazie rispetto alle 44.003 del 2011, con un delta di 1591; ciò, ha significato, un aumento del + 3,6 %, rispetto ad una media regionale del + 1,1 %. Sul fronte di consumi, si è registrata una contrazione, il n° di emazie trasfuse è stato di n° 54.261, ossia – 0,5 % (-293 unità) rispetto al 2011; in questa situazione, il DIMT di Padova è supportato dalle altre province venete, per circa n° 9.230 di emazie.
Nonostante lo sforzo compiuto dai donatori della provincia, da questi dati emerge l’esigenza di dover colmare le circa 9.300 sacche mancanti; l’indice delle donazioni per mille abitanti, colloca la nostra provincia con un dato del 48,50, che è al di sotto della media regionale, che è di circa 52. I dati evidenziano che gli sforzi promozionali – sia in termini economici che di visibilità – e le sensibilizzazioni nei diversi settori della società civile, in particolare in quella scolastica, hanno determinato risultati positivi, con nuove iscrizioni e una maggiore consapevolezza della donazione di sangue e della solidarietà. Ciò ha costituito un punto di partenza per una serena riflessione sulle metodologie seguite, al fine di intensificare ed individuare nuove proposte divulgative, che abbiano la finalità di rendere più attuale la missione e gli scopi di Avis, soprattutto nella popolazione giovanile.

IL VENETO SOSTIENE IL FABBISOGNO PADOVANO

Il modello di programmazione regionale finalizzato all’autosufficienza, per l’anno 2013, riprende i contenuti e i modelli proposti nel 2012, superando l’assegnazione ai Dipartimenti dei rigidi volumi di raccolta su base annuale. La programmazione diventa quindi un obiettivo dinamico su base dipartimentale, che tiene conto dell’attività sanitaria locale, nell’ambito di una complessiva strategia regionale, che dovrebbe consentire al Dipartimento di Padova di coprire l’autosufficienza dipartimentale. Il condizionale è d’obbligo, visto che ad oggi, l’autosufficienza dipartimentale è ancora molto lontana dall’essere raggiunta e che le sacche di sangue intero, da reperire, sono circa novemila; a coprire il fabbisogno di Padova ci pensano, ogni anno, i donatori di Belluno, Vicenza, Treviso e Rovigo; mentre i Dipartimenti di Verona e Venezia si garantiscono l’autosufficienza.

Il merito al documento di programmazione 2013 del Coordinamento regionale per le attività trasfusionali il quale pone, tra gli i propri intenti, l’attivazione degli uffici di chiamata, in Assemblea sono stati analizzati alcuni aspetti, in particolare, il fatto che esistono già da tempo in Provincia alcuni “uffici di chiamata” formati da gruppi di volontari Avis preparati e coordinati, che all’interno dei servizi trasfusionali, svolgono i compiti in modo efficace ed in sinergia e piena collaborazione con la struttura sanitaria (nelle Aziende Ulss 15, 16, e 17); per le Unità di Raccolta Avis, da tempo è operativo un “ufficio di chiamata” organizzato dalla sede provinciale con dei volontari che effettuano le chiamate e raccolgono le prenotazioni, sia per telefono che via web, assolvendo efficacemente al ruolo che gli è stato assegnato. Il Dipartimento di Padova, è in costante, cronica sofferenza per carenza di sangue e non gode, a differenza di altre Province, di momenti di eccedenza. La programmazione regionale definisce in modo inequivocabile l’obiettivo del nostro dipartimento: autosufficienza dipartimentale; non ci sono e non ci potranno essere spazi per rallentamenti, o limitazioni di sorta nella raccolta. L’ufficio di chiamata dovrebbe garantire un miglior utilizzo delle risorse umane delle strutture ospedaliere, una maggior qualità complessiva delle attività di laboratorio ed in situazioni di emergenza una risposta tempestiva in situazioni di emergenza, non può essere uno strumento per l’accesso programmato nel nostro Dipartimento di Padova, volto a rallentare o ad accelerare il flusso dei donatori a seconda delle necessità.

COSTI E RISPARMI

Le difficoltà della congiuntura economica stanno colpendo anche il sistema sanitario: un taglio del Fondo Regionale per le Attività Trasfusionale (FRAT) di oltre 4 milioni di euro nel Veneto e di circa 1,4 milioni di Euro solo per il Dipartimento di Padova. Le risorse non sono illimitate e si deve sostenere la qualità e la sicurezza, ma il risparmio non si può ottenere a scapito del donatore e dell’intera rete del sistema trasfusionale.L’attività di raccolta associativa è uno dei pilastri essenziali del sistema trasfusionale della provincia di Padova; anche nel 2012 la raccolta associativa ha superato le 10.000 sacche di sangue intero e precisamente n° 10.506 di cui n° 5819 unità raccolte presso il Centro di raccolta di Via Trasea e n° 5410 unità raccolte presso n° 18 Unità di Raccolta dislocate nel territorio provinciale, con un aumento del + 4,88% rispetto al 2011. E’ stato raggiunto un risultato importante, superando molte difficoltà – in alcune situazioni con una dotazione strumentale ridotta e difficoltà nei collegamenti – e lo sforzo compiuto dai donatori e dai dirigenti associativi è assai meritevole. Nel corso del 2012, grazie alla collaborazione con la struttura dipartimentale, ci è stata fornita una parte del materiale tecnologico richiesto e si è riusciti ad aggiornare le procedure informatiche, che saranno a breve disponibili nelle Unità di Raccolta e che consentiranno di operare con maggiore efficacia.

LE NOVITA’ IN AVIS

Abbiamo, inoltre, intrapreso un processo di adeguamento delle soluzioni hardware e software che ha consentito di creare una rete informatica, a disposizione delle Avis Comunali afferenti a Centro di Raccolta, nel rispetto della sicurezza e della normativa sulla Privacy. In merito al pannello esami per i donatori, l’assemblea provinciale ha condiviso l’obiettivo fondamentale dell’AVIS in termini di tutela della salute del donatore a garanzia del ricevente, e, riteniamo, che tutti i donatori debbano accedere a qualsiasi indagine aggiuntiva, scientificamente vagliata, nell’ambito di indagini epidemiologiche o di nuovi programmi di prevenzione. La nostra associazione ha una ruolo importante in questo sistema sangue italiano e la legge, da ultimo la n° 219 del 2005, ci riconosce, a pieno diritto, di tutelare il donatore, in tutte le situazioni. La missione dell’AVIS è la fidelizzazione allo scopo di garantire l’autosufficienza nazionale; l’Avis, per poter fidelizzare i donatori periodici e garantire continuità, investe in risorse umane ed economiche non indifferenti: ciò significa, dover porre particolare attenzione al patrimonio umano che il donatore rappresenta, nel tempo in cui rimane attivo e, quindi, gli devono essere garantiti indagini di screening diagnostico, preventivamente stabiliti. Nel 2012 la direzione del DIMT ha operato una riorganizzazione delle attività dipartimentali, polarizzando l’attività di alcuni Centri Trasfusionali ovvero: separazione/lavorazione delle unità: Padova concentrata su Piove di Sacco, Cittadella su Camposampiero e Monselice su Este; sulla base delle linee regionali che prevedevano la riduzione delle sedi “operative” trasfusionali da 6 a 3.

Marco Menin

Avis a Gardaland il 4 gennaio: prenotazioni entro 30 novembre

Winter day Avis a Gardaland il 4 gennaio 2013

il manifesto Avis-Gardaland

Anche quest’anno le Avis Provinciali di Padova, Vicenza e Verona organizzano un “Winter Day Avis” a Gardaland, per venerdì  4 gennaio 2013 dedicato ai donatori e loro familiari.

Visto il positivo risconto dell’anno precedente, al quale hanno partecipato circa 2.500 persone, le Avis provinciali hanno ritenuto di riproporre l’iniziativa. Il momento di incontro ci sarà all’interno del Gran teatro di Gardaland, con spettacoli e momenti interamente riservati ai donatori Avis, e con interventi dei rappresentanti associativi.

Potranno partecipare i soci Avis, i loro familiari e i simpatizzanti, con un prezzo ridotto di 15 euro per gli adulti (gratis i bambini al di sotto del metro di altezza) previa prenotazione tramite le Avis provinciali di Verona (tel. 045-8203938), Padova (tel. 049-7800858), Vicenza (0445-606974) e anche Treviso (0422-405077) o tramite la propria Avis comunale entro il 30 novembre.

 

“Corti ma tosti” – Concorso Scuola 2012 a Montegrotto

L’Avis Comunale di Montegrotto ha organizzato un concorso, rivolto alle classi terze della scuola secondaria di primo grado “Antonio Vivaldi” di Montegrotto Terme. L’iniziativa è stata attuata con la collaborazione dell’istituto Comprensivo locale. Il concorso, dal tema “Corti ma tosti”, prevede la realizzazione di un video di comunicazione sociale, della durata di 30 secondi, che tratti tematiche proposte da Avis. Le finalità del concorso sono molteplici: la principale è quella di sensibilizzare i ragazzi su valori come solidarietà, gratuità, fratellanza senza discriminazione di razza, credo politico o religioso; un’altra importante motivazione è aiutare gli studenti a scoprire gli elementi fondamentali del linguaggio   cinematografico come strumento espressivo e di maturazione della personalità. Altro obiettivo del Concorso è anche far conoscere la missione di Avis ai ragazzi e alle loro famiglie, ovvero di diffondere nei cittadini la “cultura dell’altruismo” ed in particolare quella della donazione di sangue, necessaria per far fronte al fabbisogno sempre più crescente degli Ospedali. Una commissione formata da un rappresentante della scuola, dell’Avis e dell’amministrazione Comunale e di “officina Immagini”, valuterà i lavori, stabilendo l’ordine dei primi 3 classificati, esaminando, oltre che il messaggio trasmesso, anche i meriti tecnici e artistici.

Gianni Mamprin

Birra e non solo, con l’Avis di Rovolon

Alla festa della birra dal 13 al 23 di luglio a Rovolon (PD), serata giovane con la band di O.I. & b. Zucchero Tribute, con la partecipazione di Lisa Hunt ex voce di Zucchero, lo sponsor della serata è stata l’Avis di Rovolon. La stessa comunale ha organizzato dei gazebo attrezzati di vari gadget e magliette, per promuovere il dono del sangue e far avvicinare i giovani all’associazione. Durante le serate si sono raccolte diverse “promesse di donazione”, sono stati distribuiti depliant informativi e gadget. I nostri giovani dell’Avis di Rovolon si sono impegnati ed hanno riscontrato l’interessamento generale dei partecipanti.  Entusiasti dell’esperienza, si pensa di ripeterla anche nei prossimi anni, dato che è la vetrina ideale per far conoscere l’Avis soprattutto ai ragazzi. Inoltre, visto il successo ottenuto, si valuta di partecipare anche ad altre occasioni di incontro nel comune di Rovolon, con l’auspicio che molti siano i ragazzi che aderiranno ad Avis.

Beniamino Paggiaro

Lo rifarai? Indagine sulle motivazioni a donare (e ridonare)

L’area formazione e scuola dell’Avis provinciale ha proposto come tema di riflessione il comprendere al meglio quali siano le motivazioni che portano una persona a diventare un donatore periodico. È risaputo, infatti, che uno dei problemi che l’associazione deve affrontare è quello dei donatori che mantengano nel tempo la decisione di donare. È partita, nel mese di marzo, la fase di “somministrazione” del questionario, sia presso il Centro di Raccolta Avis in Via Trasea che presso le Unità di raccolta Avis in provincia.

I risultati di questa indagine, che saranno diffusi a fine giugno, ci permetteranno di effettuare interventi mirati per sensibilizzare i nuovi donatori e facilitare il loro passaggio a diventare donatori periodici. Il questionario è volontario, completamente in forma anonima ed è rivolto a tutti i donatori, sia alla prima donazione che a quelle successive. I risultati di tale indagine e gli strumenti successivamente ideati saranno messi a disposizione di tutti, nel sito web della Provinciale: www.avisprovincialepadova.it.

Federica Tognazzo

 

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