Giornata Mondiale del donatore, a Este in 2000

Giornata mondiale del Donatore di sangue, all’insegna di una sana risata. E anche se – come leggiamo nell’editoriale del Presidente – forse ci sarà ben poco da ridere nell’immediato futuro per il Sistema trasfusionale veneto, Avis regionale il 12 giugno a Este ha riempito la piazza con tante risate e tanta musica giovane. Sono state stimate, ma forse erano anche più, oltre 2000 persone a gremire Piazza Maggiore. E a divertirsi, senza dimenticare l’impegno verso il prossimo, tutti assieme: anziani, giovani, famiglie, bambini, donatori (molti dei quali “in servizio” perché tutto andasse per il meglio) e soprattutto non donatori. I quali ultimi in moltissimi hanno preso volentieri i gadget informativi e – grazie a due splendide fanciulle dell’organizzazione che giravano fra il pubblico – si sono impegnati a prendere in considerazione una prima visita in Centro trasfusionale.  Sul palco gli artisti di Zelig: dal “presentatore” Paolo Franceschini al “Duo Torri”, i bolognesi con nutrita claque padovana; dal “timido bamboccione”  Francesco Damiano, al “Maniaco” (la voce fuori campo che vuol far “morire” Bisio) per finire con gli “Emo” (potevano mancare visto il tema della serata?) veri beniamini dei giovanissimi. E a proposito di giovani, sul palco hanno dato ottima prova di sé due finalisti di “Musica nel sangue”: Eniko con gli splendidi ballerini e il gruppo di casa The Dogip. Sul palco, quasi protagonisti vista la verve cabarettistica contagiosa: Federico Aghi, presidente Avis Este; Roberto Sartori, presidente provinciale e Francesco Magarotto, vice presidente regionale. Più che raccontare, però, bisognava esserci. Facciamo parlare le immagini, ma molte più foto della serata (anche quelle con gli artisti) le trovate sul sito www.risofabuonsangue.it e nel gruppo facebook di donoevita.it: iscriviti al gruppo per visualizzarle.

La piazza comincia ad affollarsi

 

The Dogip

 

 

Football americano: un gemellaggio nato su “Dono & Vita”

Incontro con... cheerleaders

Un gemellaggio, nato sulle pagine del nostro giornale, all’insegna del football e della donazione di sangue. Questo il significato dello “scambio di maglia” fra i Panthers Parma e i Castelfranco Cavaliers, svoltosi domenica 30 maggio durante l’half-time della partita che ha visto impegnati i campioni d’Italia contro i Rhinos Milano.
Sia i Panthers, sia i Castelfranco Cavaliers sono diventati testimonial delle rispettive Avis comunali (e non solo). A febbraio molti atleti di ambedue le squadre si sono sottoposti alla prova d’idoneità ed alcuni hanno poi già effettuato la propria prima donazione. I Panthers si sono recati in gruppo a donare presso il centro di raccolta dell’Avis di Parma, una settimana dopo (ancora ignari di “colleghi” che seguivano la stessa strada in altra parte d’Italia) una ventina di Cavaliers in maglia rossa si sono presentati al Centro trasfusionale di Treviso. La curiosa notizia dell’inconsapevole “gemellaggio solidale” a distanza è stata raccontata nel numero di marzo di “Dono&Vita” (http://giorgiob.sg-host.com/contenuti/sfogliabile.html) e anche nel periodico nazionale Avis SOS. Ciò ha fatto nascere la voglia di conoscersi fra le due società sportive. I campioni nazionali hanno invitato i rossi Cavalieri – forse la più “giovane” squadra di football in Italia – ad assistere alla partita, decisiva per l’accesso ai play off,  contro i rocciosi Rhinos Milano. È questa, tra l’altro, la più “antica” squadra italiana, nata 30 anni prima dei Cavaliers, che ha tenuto a battesimo questo sport nel nostro Paese.

L'attesa, guardando i "rinoceronti" che si riscaldano

Panthers e Cavaliers, già unite nel sociale sotto i colori dell’Avis, hanno così deciso di stringere un patto “d’amicizia”. Durante l’intervallo della gara i parmensi rappresentati dal loro presidente Ivano Tira e una dozzina di Cavaliers, capitanati da Marco Cecchin, hanno stretto il gemellaggio scambiandosi le maglie di gioco: argentea quella di “casa”, rossa quella veneta con il logo Avis.

Soddisfatto capitan Cecchin: “Il nostro è un progetto nato nel 2008, e in breve tempo abbiamo già costruito un ottimo gruppo. È soprattutto una bella sfida, visto che nel nostro territorio è presente una delle più importanti squadre di rugby a livello nazionale, la Benetton Treviso”. I Cavaliers Castelfranco hanno disputato quest’anno il campionato CIF 9, sfiorando i play off. Nel 2010 hanno esordito in un campionato ufficiale vincendo la Silver League FIF (Campionato di Serie B).

Entrano in campo i Panthers

Al gemellaggio non sono mancati i rappresentanti dell’Avis. Per le Avis venete il nostro direttore responsabile e per Parma Franco Bonetti, dirigente dell’Avis Comunale, in compagnia da Susanna Gerboni, “miss Avis 2010”. Accanto a loro alcuni giovani del locale gruppo Avis, la cui bandiera sventolano i Panthers ad ogni entrata in campo.

I due rappresentanti dell’associazione di volontariato hanno stretto un’altra “amicizia”, con la consegna da parte di Susanna Gerboni della maglia Avis Parma a Beppe Castellano, il quale ha ringraziato contraccambiando con la maglia rossa dell’Avis Castelfranco e speso qualche parola sul football: “Ho avuto la fortuna di essere stato primo giornalista a seguire, giovanissimo nell’80/81 a Torino, il primo campionato italiano. C’erano solo 5 squadre in Italia. Tornare a scrivere di questo sport è una vera “malattia” che si riacutizza dopo tanti anni”.

Lo scambio delle maglie

 

 

 

 

Parole di apprezzamento anche da Bonetti: “Siamo davvero felici per questa iniziativa. Non posso esimermi dall’elogiare le due società, che si impegnano costantemente nel sociale, e i loro atleti che in prima persona si sottopongono alla donazione. Noi abbiamo bisogno di loro e dei giovani che seguono numerosi questo sport e speriamo che altre società seguano il loro esempio”.

Non poteva mancare l’assessore allo sport  della Provincia di Parma, Walter Antonini, sempre vicino e presente in queste iniziative: “Lo sport deve essere unione e solidarietà ed è fondamentale il rapporto con le associazioni di volontariato. Auspico che anche altri sport possano intraprendere questa strada”.

Tifo veneto...

 

 

 

 

Sulle tribune durante l’incontro Panthers – Rhinos (la vincitrice metteva un’ipoteca sui play off scudetto) una ventina di “nuovi tifosi” castellani sventolavano le bandiere dell’Avis regionale Veneto ad ogni touch down dei parmensi. Per la cronaca è stato un match molto bello e combattuto finito 43 – 28 per i padroni di casa. Come dire che, ancora una volta, l’Avis porta bene e che “buon sangue non mente”.

Link utili:

http://www.panthers.it

http://www.castelfrancocavaliers.it

http://www.rhinos.it/

Soddisfatti al ritorno a casa, dopo aver assistito alla bella e anche “istruttiva” partita della massima serie i Cavalieri castellani. La collaborazione fra le due società sportive, sicuramente, non si fermerà qui. E chissà che non si riesca anche ad organizzare, sotto l’egida Avis, una partita amichevole a scopo benefico fra le due squadre: “Purché loro giochino molto, ma molto “amichevolmente” nei nostri confronti”, hanno detto sorridendo i “rossi” castellani.

 

 

 

Mauro Paiusco: campione nella BMX

L’avisino Mauro Paiusco è nuovo testimonial della campagna promozionale 2011 lanciata dall’Avis comunale di Verona. Nato in Valpantena, a Poiano,

il poster ufficiale

cresciuto sulle gobbe della pista di Montorio, il giovane, classe 1985, sfida i migliori rider del mondo in sella alla sua BMX, ottenendo vittorie e risultati prestigiosi. È stato campione del circuito italiano 2009.

Tutto è partito da un’idea del presidente dell’Avis Verona, Giovanni Zamboni, amico del Team Bmx Verona, squadra storicamente legata all’associazione veronese di donatori di sangue! Si è voluto promuovere il mondo Avis con un volto diverso, con uno sportivo semplice, proveniente da uno sport sano e nuovo come il BMX. Mauro Paiusco, essendo donatore Avis, ha accettato con entusiasmo!

Nel corso dell’assemblea della Comunale veronese, il presidente del Team BMX Verona, Paolo Fantoni, ha donato all’Avis la maglia ufficiale del team ed è stato presentato il nuovo poster!

Sono orgoglioso di questa iniziativa, con cui voglio lanciare un messaggio positivo ai giovani, un messaggio di promozione della vita sana, della vita da sportivo e di donatore, lontana dall’abuso di alcool e droghe! Sono pure orgoglioso di dimostrare, donando il mio sangue, quanto il BMX non sia minimamente toccato dalla realtà del doping, che tristemente riempie i giornali negli ultimi anni! A Verona c’è tanto bisogno di donatori giovani, invito gli sportivi e le nuove generazioni ad avvicinarsi a questo gesto gratuito che dà in cambio grande soddisfazione personale, un continuo monitoraggio del proprio stato di salute e assolutamente nessuna controindicazione per chi come me, pratica sport anche a livello agonistico!”

 

 

Andrea Poli della “Sampdoria”: un campione avisino

Dalla Sampdoria… all’Avis! Il giovane calciatore trevigiano Andrea Poli, lancia l’invito ai giovani perché tra i progetti per il nuovo anno ritaglino un posto anche per la solidarietà.“Aiutare il prossimo è importante, aiuta a crescere come persona e a capire che nella vita ci sono valori che vanno oltre il tutto e subito –dice il centrocampista della Sampdoria, originario di Vittorio Veneto.

Andrea Poli in maglia AVIS

Nella Marca per qualche giorno in occasione delle festività natalizie, Andrea ha fatto visita alla sede dell’Avis provinciale di Treviso assieme al padre Pietro, per tanti anni medico al Centro Trasfusionale dell’ospedale del capoluogo, ed ha incontrato chi guida la grande associazione di donatori di sangue della Marca. Sposando da subito l’idea di un impegno in prima persona. Come già altri “colleghi” sportivi della Marca, infatti, si è reso disponibile per dare una mano all’Avis nella sua missione di diffondere tra la popolazione e i giovani la buona abitudine di pensare anche agli altri. Donando il sangue, ma non solo.“Io ci credo moltissimo e a fine campionato possiamo pensare a qualcosa insieme –ha detto Andrea al presidente provinciale, Gino Foffano. Il calciatore, che ha partecipato ad un campo estivo accanto ai bambini bisognosi, già collabora con i compagni di squadra ad iniziative di solidarietà, soprattutto negli ospedali.“Dove si può, si deve fare. E gli sportivi fanno parecchio, ve lo assicuro, anche senza farlo sapere. Dei calciatori si ha troppo spesso un’immagine negativa, invece donano, promuovono manifestazioni di solidarietà, creano Fondazioni per aiutare i bambini”. E a proposito dei bambini, Andrea è convinto che al giorno d’oggi la solidarietà vada “insegnata” sin da piccoli “in modo che cammini assieme al bambino e cresca con lui, perché se le buone cose si riconoscono presto, è più facile poi farle proprie”. Poli, classe 1989, studi al Liceo Canova di Treviso, è cresciuto nel settore giovanile del Treviso calcio, mettendosi in mostra a 17 anni con la maglia della prima squadra in Serie B. A 18 anni è entrato nella Sampdoria esordendo in Serie A nella partita contro il Cagliari. Nella stagione 2007-08 ha vinto la Coppa Italia Primavera e il Campionato Primavera. Nella stagione 2008-09 è stato ceduto in prestito al Sassuolo in Serie B e nel 2009 è ritornato alla Sampdoria, dove gioca tutt’ora. Con l’Under 19 nel 2008 Andrea ha partecipato all’Europeo arrivando in finale, mentre l’anno successivo ha esordito nella Nazionale Under 21, nell’amichevole Italia-Svezia (1-1) giocata a Triste. Realizza il suo primo gol con l’Under-21 nell’incontro Italia-Lussemburgo(2-0), valida per le qualificazioni all’Europeo 2011. L’impegno di Poli con l’Avis provinciale segue quello di altri sportivi come il pilota Fabrizio Gollin (campione del mondo di Formula GT), Francesca Porcellato (pluricampionessa alle Paraolimpiadi nella maratona e nello sci), i fratelli rugbisti Denis e Manuel Dallan, il Benetton Basket, la squadra di Football americano “Cavalier’s”.

Michela Rossato

Gassman testimonial per l’Avis

Testimonial d’eccezione per l’Avis di Venezia: Alessandro Gassman, Direttore del Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni, ha prestato la propria immagine – a titolo gratuito – per sensibilizzare alla cultura del dono del sangue. La comunale ha quindi stampato delle locandine che sono state esposte sia all’interno che all’esterno del Teatro, per stimolare quanti per paura o per pigrizia non si sono ancora sottoposti alla visita di idoneità.

Il manifesto con Alessandro Gassman
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