Vittorio Veneto: gli studenti delle Superiori “campioni” di solidarietà

Sabato 1° giugno si è svolta a Vittorio Veneto la donazione di un gruppo di studenti delle scuole superiori del Comune. L’iniziativa corona una collaborazione, in corso già da diversi anni, tra l’Avis di Vittorio e diversi istituti superiori, volta a promuovere l’importanza della “donazione”. La collaborazione ha portato buoni frutti in termini di nuovi iscritti-donatori Avis tra gli studenti, ma quest’anno è stato raggiunto un vero record perché, oltre a 40 nuovi donatori del sangue, sono state raccolte anche più di quaranta adesioni per la tipizzazione alla donazione del midollo osseo. Un risultato significativo sia per l’Avis, sia per l’Admor (Associazione donatori midollo osseo e ricerca) di Treviso, che insieme hanno deciso di valorizzare questi ragazzi e il loro gesto.

Ne è nato l’ “Evento Scuole” che sabato 1° giugno ha visto “abbinate” la prima donazione del sangue da parte di alcuni studenti e il pubblico ringraziamento per la loro scelta di solidarietà. Si è fatta anche un po’ di festa – con tanto di dolce a tema- e sono stati consegnati alle scuole attestati  di merito.

Quest’anno le scuole particolarmente coinvolte sono state: il Liceo “M. Flaminio”, il Liceo artistico e Istituto statale d’arte “B.Munari”, l’Istituto professionale di stato per i servizi alberghieri e della ristorazione “A. Beltrame” e l’Istituto statale di istruzione superiore “Vittorio Veneto” Città della Vittoria  (Ipsia-Itis-Itc ).

I ragazzi sono stati accolti dalla neo presidente dell’Avis di Vittorio, Lorella Piai. All’iniziativa erano stati invitati, oltre agli studenti neo-donatori e ai dirigenti e referenti scolastici, anche i rappresentanti delle varie associazioni coinvolte: i presidenti dell’Avis provinciale Vanda Pradal e regionale Gino Foffano, il presidente dell’Admor Treviso Alice Bandiera, il primario e i medici del Centro trasfusionale di Vittorio Veneto, la direzione medica dell’ospedale di Vittorio Veneto, il presidente dell’Associazione “Lotta contro i tumori Renzo e Pia Fiorot” Silvano Fiorot e l’Amministrazione comunale.

 

Musica nel Sangue: la collaborazione fra giovani Avis e Fidas

Tante le novità dell’edizione 2013 di “Musica nel Sangue”, pur nel segno della continuità di un concorso giunto alla sua quinta Edizione, con una partecipazione sempre crescente di giovani talenti.

Innanzitutto la location scelta per la finale: la Gran Guardia si affaccia su piazza Bra a Verona, offrendo un’opportunità imperdibile per promuovere il dono del sangue e di far conoscere ad un pubblico ampio e variegato la nostra associazione.

In secondo luogo, il coordinamento cercato e voluto soprattutto dai giovani di Avis e Fidas, ha permesso di focalizzare l’attenzione sul valore più alto del dono del sangue e della solidarietà, abbandonando, almeno per un giorno, la rivalità tra le due associazioni che può riguardare i modelli organizzativi interni, ma non certo la promozione dei valori su cui entrambe le associazioni si fondano.

E il gruppo dei giovani Avis con presidente nazionale

Il successo della finale è stato, di conseguenza, enorme: molti sono stati i veronesi (e non solo quelli) avvicinati dai volontari in piazza Bra per raccogliere promesse di donazione, per fornire informazioni sul dono del sangue o, più semplicemente, per distribuire materiale informativo. È stato anche simpatico scambiare opinioni sulle attività associative con i molti turisti provenienti da ogni parte d’Italia, e anche dall’estero, e già attivisti di associazioni di donatori di sangue. A facilitare questo scambio di idee e di vedute ha contribuito, senza dubbio, il brio e la vivacità dei giovani di Avis e di Fidas.

Venendo al concorso, Musica nel Sangue permette di entrare nelle scuole superiori (45 sono gli istituti che hanno aderito nel 2013, coinvolgendo un migliaio di ragazzi), puntando a valorizzare il talento musicale dei giovani, ma anche facendoli riflettere sul tema della solidarietà, attraverso una sezione dedicata del concorso.

Di fronte a una platea di circa 700 ragazzi presenti alla Gran Guardia di Verona, il presidente Avis Nazionale, Vincenzo Saturni, e il consigliere nazionale Fidas, Massimiliano Bonifacio, insieme ad alcuni giovani volontari delle due associazioni, hanno potuto esprimere la soddisfazione per l’impegno e per il talento mostrato dai musicisti, con l’augurio che la stessa determinazione possa essere dimostrata anche in campo solidale.

Dario Piccolo

Avis e Università: comunicare solidarietà tra i giovani con i social network

Un momento dell'incontro
Un momento dell’incontro a Padova

L’Avis Provinciale di Padova, anche quest’anno, ha organizzato un laboratorio di comunicazione e promozione sociale all’interno della Facoltà di Psicologia, nel corso di Psicologia Sociale e Cognitiva (prof.ssa Anne Maass). Gli studenti del corso hanno studiato metodi di comunicazione efficace nella promozione della donazione di sangue. Oltre agli interventi rivolti alle scuole, hanno promosso interessanti messaggi di solidarietà utilizzando i social network. I giovani restano così i destinatari preferenziali nelle campagne di sensibilizzazione. Si sono affrontate tematiche importanti sul come rendere più consapevoli i ragazzi alla necessità della donazione di sangue, come far sì che questo li colpisca, come questo possa essere recepito, non come dovere esterno, ma bensì, come atto coerente con i propri valori. E ancora, come fidelizzare sempre più i giovani nuovi donatori attraverso messaggi che ricordino la donazione e messaggi di ringraziamento e gratitudine. Il laboratorio ha visto come tutor Federica Tognazzo, psicologa psicoterapeuta, che da diversi anni collabora con l’Avis Provinciale. Con Federica hanno collaborato Cinzia Corsini e Giovanni Forza. I prodotti di questo laboratorio saranno presto condivisi nella nostra pagina Facebook, nata dal progetto Facebook “la rete solidale”. Un ringraziamento particolare è rivolto alla prof.ssa Anne Maass che rende possibile questo progetto nella sua realizzazione; siamo, inoltre, grati alle studentesse Chiara Allegri, Ilaria Battilani, Annarosa Di Vietro, Francesca Lorenzon, Michela Mezzaro, Beatrice Tosatto che hanno lavorato con costanza ed impegno.

Gianni Mamprin

Riviera del Brenta: la carica dei 115… In autoemoteca

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Il camper autoemoteca che sarà presente in Riviera. Qui con Giorgio Gobbo alla recentissima Assemblea nazionale Avis di Rimini

Saranno 115 gli studenti di quinta superiore degli istituti di Dolo che tra il 22 e il 28 maggio si sottoporranno alla visita di idoneità per diventare donatori di sangue, grazie all’autoemoteca messa a disposizione dall’Avis S.R.C. di Venezia, che si recherà direttamente presso gli istituti coinvolti.

Si inizia mercoledì 22 con 30 studenti dell’Istituto Tecnico Commerciale Lazzari, seguiti giovedì da 21 “colleghi” dell’Istituto per il Turismo Musatti, mentre tra lunedì 27 e martedì 28 sarà il turno del Liceo Scientifico Galilei, con 64 alunni.
L’iniziativa è frutto del lavori svolto dall’Avis Riviera del Brenta nel corso del corrente anno scolastico con gli studenti, grazie all’ottimo rapporto di collaborazione instauratosi nell’arco degli anni e alla disponibilità e alla sensibilità dei Dirigenti scolastici.

“Riteniamo doveroso qui ringraziare – sottolinea Giuseppe Polo, presidente dell’associazione rivierasca – i presidi Prof. Luigi Carretta del Liceo Scientifico, la Prof.ssa Monica Guaraldo dell’Istituto Lazzari e la Prof.ssa Rachele Scandella dell’Istituto Turistico e tutti gli insegnanti che hanno contribuito alla buona riuscita di questa iniziativa”.
L’utilizzo dell’autoemoteca facilita l’organizzazione delle visite di idoneità nelle scuole, poiché consente di eliminare lo spostamento degli studenti al Centro raccolta e quindi ridurre al massimo il tempo di assenza dalle lezioni, aspetto molto importante soprattutto a fine anno scolastico.

Giorgia Chiaro

“L’uomo dalle braccia d’oro” a Conegliano (Tv)

Il lancio dei palloncini

L’Auditorium “Dina Orsi” di Conegliano ha ospitato la premiazione della terza edizione del concorso artistico-letterario “L’uomo dalle braccia d’oro”, promosso ed organizzato dall’Avis di Conegliano con il patrocinio del Comune.

Il tema “Un gesto d’amore“, ha coinvolto professori, classi e studenti di ogni età delle scuole di Conegliano, accomunando giovani e meno giovani nelle vesti di genitori, parenti, amici e compagni di scuola, a vario titolo in questa iniziativa.

Partecipare all’evento è stata una forma di condivisione e di crescita.

Non è stato facile per la giuria, composta da membri interni al Consiglio Avis e da membri esterni (il prof. Carmelo Ciccia presidente Società “Dante Alighieri” -Comitato di Conegliano e la dott.ssa Renata Parolo, avisina, docente psicopedagogista) scegliere fra le opere, tutte meritevoli, quelle che più potevano interpretare e dare un senso al tema affidato.

Tutti i 29 coloratissimi disegni e i fantasiosi 27 racconti realizzati dai ragazzi delle scuole inferiori e le 18 poesie composte dai più grandi, sono stati esposti.

La premiazione è iniziata all’esterno con il lancio di variopinti palloncini da parte dei ragazzi, ed è proseguita all’auditorium con la cerimonia condotta da Mirko Villanova, mentre il gruppo “Il convito musicale” ha scandito le immagini di fondo e accompagnato la voce degli stessi “autori” che hanno interpretato per una platea assorta e partecipante i racconti e le poesie scritte per l’Avis.

Uno ad uno i segnalati, i referenti delle classi e i vincitori.

Sezione racconti: classe IVª scuola primaria I° grado “O. Mantovani” e la classe IIIª C scuola secondaria I° grado “G.B. Cima”.

Sezione disegni: classi IVª scuola primaria I° grado “San Francesco” e classe Iª A scuola secondaria I° grado “G.B. Cima”.

Sezione poesie: ha vinto l’Istituto professionale per l’Industria ed Artigianato “I. Pittoni”, con primo classificato Manuel Di Meo della IVª B TS (tecnico servizi termici) con la poesia “Insieme”, seconda classificata Francesca Callegari della IVª A MA (tecnico moda) con la poesia “Solidarietà” e terza Chiara Comin Chiara della Vª A MA (tecnico moda) con la poesia “Gratitudine”.

 

 

Villorba: giornata dell’idoneità in due superiori

“Ogni giorno gli ammalati ricoverati nei nostri ospedali ricevono sangue per guarire. Lo troveranno? Dipende anche da te!”.

Una lezione all’Itis Max Planck

Questo è il messaggio che i volontari dell’Avis di Villorba hanno voluto trasmettere ad oltre 400 ragazzi degli istituti alberghiero “Alberini” e tecnico “Planck” di Lancenigo di Villorba (Tv), incontrati  tra i mesi di novembre 2012 e di febbraio  2013.

In collaborazione con l’Avis regionale Veneto, sono state proposte attività educative (“teatro immagine”, “dilemma del prigioniero” e “Giocavis”) che hanno suscitato molto interesse tra gli alunni. Grazie alla disponibilità e alla collaborazione dei presidi degli Istituti e delle insegnanti referenti, è stato possibile entrare nelle due scuole e svolgere l’attività di sensibilizzazione finalizzata alla donazione del sangue.

Il messaggio è stato recepito da circa 70 ragazzi maggiorenni e ad alcuni insegnanti, che nelle giornate del 13 marzo all’Alberini e del 20 marzo al Planck, dalle 8 alle 12, si sottoporranno alla visita medica e al relativo prelievo del sangue per accertare la loro idoneità a donare.

I locali scolastici per una mattinata si tingeranno con i colori dell’Avis ed accoglieranno i ragazzi, il personale sanitario e i volontari dell’Avis locale, coadiuvati dall’autoemoteca dell’Avis regionale Veneto.

L’ultimo passo sarà quello di accompagnare tutto il gruppo degli idonei ad effettuare la prima donazione al centro trasfusionale di Treviso, esperienza già realizzata con successo lo scorso anno.

 

 

 

A Mogliano (Tv) un’ottantina agli esami di idoneità


 

 

Tre studentesse dopo il prelievo

 

Il 7 marzo all’Astori e il 12 marzo al Liceo “Berto” di MOgliano, un’ottantina tra studenti, insegnanti, personale e genitori si sono sottoposti  agli esami per diventare donatori. Giovedì 7 marzo, dalle ore 8 alle ore 11, presso il Collegio Salesiano “Astori” di Mogliano Veneto (Tv), l’Avis ha concretizzato l’ultima tappa del percorso formativo proposto quest’anno alle classi quarte e quinte superiori (per un totale di 195 studenti). I ragazzi maggiorenni, gli insegnanti, i genitori, si sono sottoposti agli esami di idoneità e iscriversi all’Avis.

A scuola, presso un apposito ambulatorio allestito ad hoc e l’autoemoteca dell’Avis regionale, c’erano tre medici (coordinati dal dott. Alessandro Spigariol, direttore sanitario dell’Avis provinciale di Treviso), un’infermiera, i referenti scolastici (don Carlo Beorchia e la prof.ssa Emanuela Zoja) e i volontari dell’Avis. A presentarsi sono stati in 33: 21 studenti, 8 familiari, 1 insegnante e 3 personale non-docente.

 

Martedì 12 marzo, dalle ore 8 alle ore 11, la medesima “avventura” è stata vissuta al Liceo Statale “Giuseppe Berto”, frutto della sempre più intensa collaborazione all’interno del Progetto Salute, degli incontri con circa 270 studenti (di 11 classi di quarta e quinta) e della preziosa collaborazione della prof.ssa Monica Vianello. Qui si sono sottoposti agli esami in quaranta. A coordinare l’equipe medica il dott. Luca Collodel.

“Per l’Avis di Mogliano, il grosso impegno che comporta l’organizzazione di queste 2 giornate all’interno degli istituti scolastici è ripagato dall’entusiasmo che riscontriamo – spiega il presidente Francesco Tessarin – dal constatare, ad esempio, che a Mogliano la classe d’età con il maggior numero di donatori è quella del 1993, vale a dire quella dei ragazzi di 19 anni! Un segnale bellissimo!”.

Il gruppo dell’Astori

Questa è l’altra faccia dei giovani che noi vogliamo guardare e a cui crediamo. Ci abbiamo creduto in tutti gli incontri di sensibilizzazione che abbiamo con loro condiviso; ci abbiamo creduto quando ci chiedevano perché bisogna aspettare i 18 anni per donare; ci abbiamo creduto quando si sono stupiti nel cogliere quanto bisogno ci sia di loro; ci crediamo quando ci confessano le loro paure; ci crediamo quando durante le Unità di Raccolta si presentano numerosissimi e magari in gruppo; ci crediamo quando vediamo l’insegnante che si accorda con gli studenti per accompagnarli all’Unità di Raccolta la domenica mattina, e per fare insieme a loro la donazione; ci crediamo quando accogliamo ragazzi e ragazze che portano i genitori ad iscriversi; ci crediamo quando Lorenzo (34 anni) vuole venire nelle scuole a portare la sua testimonianza di incidentato grave, di salvato dal sangue di uno sconosciuto, di donatore attuale; ci crediamo quando leggiamo la lettera-testimonianza di una mamma, che ha voluto condividere le sue emozioni raccontandoci com’è diventata donatrice proprio grazie al figlio; ci crediamo quando un insegnante si avvicina e ci ringrazia per ciò che abbiamo gioiosamente trasmesso ai ragazzi di quinta superiore e per ciò che lui stesso ignorava ed è venuto a conoscere sull’importanza della donazione di sangue; ci crediamo quando scopriamo che a fine 2012 il 36% dei donatori moglianesi ha fra i 18 ed i 35 anni; ci crediamo quando vediamo il costituirsi del Gruppo Giovani dell’avis cittadina, gruppo che ora è attivo e protagonista anche nelle attività presso le scuole;

Forse vale la pena spendersi per questi ragazzi, forse non sono così insensibili e indifferenti come qualcuno vuole farci credere, forse sanno cogliere anche quelle occasioni che permettono (volontariamente, nell’anonimato e nella gratuità) di fare della loro persona un dono per gli altri.

 

La “Pagina del Direttore” va… a scuola

Gentilissimo direttore,

quando ho letto il suo articolo pubblicato su “Dono & Vita”  in merito al premio “Samaritano 2012”, ho compreso che la sua sensibilità  è grande. Mi ha colpito profondamente quanto ha scritto, specialmente il passaggio “Sangue o Vita che possiamo tenerci o donare, donando così altra vita, altro Amore”. Di recente, noi volontari dell’Avis di Villorba e gli operatori dell’Avis regionale abbiamo incontrato i ragazzi degli Istituti superiori di Lancenigo, per sensibilizzarli al dono del sangue e devo dirle che le ho “rubato” questo articolo.

Ho fatto riflettere i ragazzi su quella frase e devo dirle che ne è venuto fuori qualcosa di molto buono. Nei prossimi mesi, inoltre, questi studenti si sottoporranno agli esami di idoneità e poi alla donazione presso il Centro Trasfusionale di Treviso e proveranno in prima persona che cosa significa donare.

Grazie per il suo insegnamento a essere più umili e sensibili, grazie di cuore.

Emanuela Feltrin, volontaria Avis Villorba

Studenti di una classe del Max Planck, prossimi donatori?

 

A “Milano25” di Firenze il Proemio Nazionale Samaritano 2012

Il folto pubblico di giovanissimi sabato 1° dicembre a Dolo

La 15ª edizione del Proemio Samaritano, svoltasi a Dolo il 1° dicembre, organizzata da Avis Riviera del Brenta e patrocinata da Avis nazionale, Regionale Veneto e Provinciale di Venezia ha come sempre messo in risalto come il nostro grande Paese sia pieno – come ha detto uno dei 5 finalisti – di “foreste che crescono in silenzio” piuttosto che di “alberi che cadono rumorosamente”. Sono questi ultimi, infatti, che “fanno notizia”. Sono i fatti di sangue e i gli atti disonesti quelli che trovano spazio sui mass media, non i tantissimi italiani che, in silenzio, si impegnano per gli altri. Il Proemio Samaritano nacque a suo tempo proprio per questo, per raccontare storie di vita “normale”, soprattutto alle nuove generazioni. E per poter dire che “si può”, impegnarsi per chiunque altro, senza grossi sforzi. Un po’ come donare sangue, insomma.

Caterina Bellandi e "Milano 25"

Fra i 5 finalisti, presenti sabato al Cinema Italia di Dolo, di fronte a centinaia di giovani studenti, è stata proclamata “Samaritana 2012” Caterina Bellandi (cliccando su nome e foto la sua storia). Una tassista notissima a Firenze che ha letteralmente incantato con la sua storia – e i suoi colori – la giuria di studenti che ha avuto l’ultima parola per scegliere il “Samaritano”. A premiarli tutti i presidenti delle Avis regionali di Veneto e Friuli Venezia Giulia, il responsabile del Comitato medico Avis nazionale Bernardino Spaliviero, rappresentanti Avis della provinciale di Venezia, della Riviera del Brenta e di varie regioni, il Sindaco di Dolo Maddalena Gottardo. Durante la manifestazione, resa divertente dal trio comico MPG (Marco Pippo Gaetano), non sono mancati attimi di commozione nel ricordare uno degli “inventori” del “Samaritano”, il dirigente avisino nazionale, regionale e provinciale Francesco Bosello, recentemente scomparso.

I cinque Samaritani 2012

Riportiamo in breve le “storie” dei 5 finalisti, provenienti da Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Calabria e Veneto. Nella foto da sinistra a destra: Gaspare Famularo, Gianna Zanette, Caterina Bellandi, un’amica di Ivana Lovera (“Samaritana” che non ha potuto essere presente) e – il più giovane di tutti – Riccardo Nicolò Favarin.

Milano 25 è un taxi con il quale la signora Caterina Bellandi effettua corse gratuite da e per l’Azienda ospedaliero-universitaria Meyer di Firenze, a favore dei familiari dei bambini ammalati di tumore. L’entusiasmo di Caterina è stato tale da riuscire a coinvolgere tutti i tassisti fiorentini per la realizzazione di corse gratuite non solo dei bambini, ma anche degli anziani. Il suo taxi è piuttosto anomalo; è pieno di pupazzi colorati e di chitarrine. Caterina porta sulla testa cappelli stravaganti, coloratissimi. Il suo sorriso sincero e spontaneo e la sua personalità hanno un’efficacia incredibile. Caterina, con l’associazione Milano 25, organizza gite ai musei, porta i bambini agli allenamenti della Nazionale di calcio o in mongolfiera, organizza la caccia al tesoro e feste bellissime nella “Casa della gioia”. Ha incontrato Patch Adams, il medico clown, il quale l’ha invitata a seguirlo in Russia, dove svolge la sua attività benefica in ospedali pediatrici, asili, orfanotrofi. Dal 2007 Caterina è Ambasciatrice per la solidarietà per la città di Firenze.

Ivana Lovera, 46 anni, vive a Robilante (Cn). E’ volontaria ospedaliera all’Avo di Cuneo, infermiera volontaria della Croce Rossa, è stata segretaria dell’Avis comunale. Nel 1991 si è recata a Lourdes con l’Oftal, prendendosi cura di Bruna, una ragazza affetta da sindrome di Down con la quale instaura una bellissima amicizia. Nel 1992 è alla sua prima esperienza di volontariato internazionale a El Alto, periferia di La Paz, in Bolivia, presso la missione salesiana. Dal 2003 è per quattro volte in un ambulatorio a Butea, in Romania, nel centro delle Suore Missionarie della Passione di Villanova Mondovì (Cn). Con la Caritas di Genova è a Bonefro, in Molise, dopo il terremoto. A 40 anni chiede due anni di aspettativa dal lavoro e svolge volontariato prima in Albania presso la Caritas di Tirana e poi in Argentina, alla periferia di Buenos Aires, in una comunità alloggio per bambini e ragazzi provenienti dalle “villas”, le “favelas” argentine. Quando torna in Italia, alla fine del 2008, presso la Caritas diocesana di Cuneo diventa la responsabile del Centro d’Ascolto. Se le si chiede perché fa tutto ciò, Ivana risponde che non potrebbe vivere la sua vita in modo differente, senza “spendersi” per gli altri.

Un'altra immagine del giovane pubblico

La dott.ssa Gianna Zanette, 51 anni, è di Prata (Pn), anestesista presso l’azienda ospedaliera “Santa Maria degli Angeli” di Pordenone, ha 90 donazioni all’attivo, è stata presidente e segretaria dell’Avis di Prata, consigliere dell’Avis regionale Friuli Venezia Giulia, responsabile del Comitato medico e componente del Cobus. Si è sempre occupata del mondo giovanile, ha contribuito in modo rilevante alla raccolta fondi per Telethon ed è stata promotrice della nascita delle sezioni Aido e Admo a Prata. Ha operato a lungo presso il Centro di riferimento Oncologico di Aviano, ed è stata più volte in Albania con la Caritas Diocesana, dove ha prestato servizio come anestesista da volontaria. E da volontaria si è impegnata moltissimo: in un ospedale in Nepal, in Albania con la “Missione Arcobaleno” lanciata dalla comunità internazionale per ospitare i profughi kossovari, in Africa presso il North Kinongap Catholic Hospital, a 200 chilometri a nord-ovest di Nairobi (Kenya),  a 2.450 metri d’altitudine, in Messico in un ospedale sull’altopiano del Messico. Una vita spesa a servizio del prossimo.

Gaspare Famularo, 73 anni, di Lamezia Terme, per 40 ha lavorato all’Anas. Ha affrontato sempre, in prima persona, le emergenze presentatesi, dando prova di grande professionalità, impegno, umanità e spirito di sacrificio. Ha prestato soccorso da volontario ai terremotati dell’Irpinia, guidando una squadra Anas-Polizia stradale assegnata a Sant’Andrea di Conza. Ha promosso a Campotenese (Pollino), la festa della “Madonna della Neve”, che ancora oggi viene celebrata. La sua vita è divisa tra la famiglia, il lavoro e la parrocchia, che lo vede impegnato in iniziative di

I Samaritani sul palco con le autorità

solidarietà quotidiana, specie per anziani e malati. È attivo nel ramo laico dell’Ordine dei Minimi, fondato da San Francesco di Paola. Ha rifondato il Gruppo sportivo Charitas, organizzato iniziative sportive all’interno del super-carcere di Catanzaro, collaborato alla banca alimentare, alla banca della solidarietà per gli immigrati, al telefono Amico, a progetti in Africa e Asia, alla fondazione, insieme ad altre  persone auto-tassatesi, della “Cassa della Solidarietà” per chi versa in serie difficoltà economiche. Sostenendone completamente gli oneri – assieme all’Associazione trapiantati di fegato di Verona, alla culturale Anthurium, l’Ordine dei Minimi e Aido, Avis e Uciim – ha organizzato a giugno, a Lamezia, la “Giornata Minima della donazione” in memoria della moglie, trapiantata di fegato nel 2006 e deceduta nel 2011, della quale è stata presentata la raccolta “Na gùccia d’acqua” con ricavato devoluto all’Associazione veronese. Oltre 30 persone si sono iscritte all’Aido quel giorno.

Riccardo Nicolò Favarin, 28 anni, vive a Spinea (Ve), è donatore attivo dell’Avis comunale e fa anche parte del Gruppo parrocchiale “Il Passo”, nato nel 2001 e formato da disabili fisici e psichici che sono seguiti da soli volontari. Riccardo, in particolare, segue e aiuta due ragazzi: il primo rimasto orfano che vive con una badante, il secondo che vive con i genitori, rimasto cieco e con diverse difficoltà motorie e psichiche a seguito di un incidente. Riccardo si ritaglia del tempo per recarsi a casa di questi due ragazzi e, nei fine settimana, li fa uscire dalle mura domestiche, accompagnandoli a partecipare nel gruppo che organizza campi scuola marini e montani e in alcune manifestazioni cittadine, cercando di farli sentire come tutti gli altri giovanii della loro età.

Una menzione speciale, nell’ambito del Proemio 2012, è poi andata a “Samaritani di gruppo”: una classe di Scuola media e un gruppo Teatrale. Ecco le loro storie.

Il Gruppo teatrale "Don Orione"

Menzione speciale a Orione Musical Group di Chirignago (Ve), esempio di solidarietà che nasce spontaneamente e rafforza il legame di amicizia ed uguaglianza a favore di chi ha avuto meno dalla vita. Un gruppo “musical” aperto a tutti. È proprio il caso di dire, usando il titolo dello spettacolo di successo realizzato dal gruppo, che, volendo impegnarsi, “C’é posto per tutti”.

Menzione speciale anche alla classe 3ª F della scuola media “D. Alighieri” di Oriago (Ve) per lo spirito costruttivo con cui la classe, mettendosi in discussione e sottoscrivendosi, ha affrontato il tema identificando luci e ombre nella figura del moderno Samaritano.

La 3ª F della scuola media “D. Alighieri” di Oriago (Ve)

Uno dei tanti episodi di “buon insegnamento” che quotidianamente si verificano nella scuola attuale e che non trovano spazio comunicativo.

Beppe Castellano e Michela Rossato

Sulla pagina Facebook di donoevita.it tutte le immagini della giornata. Cliccando QUI o sulle foto.

 

“Corti ma tosti” – Concorso Scuola 2012 a Montegrotto

L’Avis Comunale di Montegrotto ha organizzato un concorso, rivolto alle classi terze della scuola secondaria di primo grado “Antonio Vivaldi” di Montegrotto Terme. L’iniziativa è stata attuata con la collaborazione dell’istituto Comprensivo locale. Il concorso, dal tema “Corti ma tosti”, prevede la realizzazione di un video di comunicazione sociale, della durata di 30 secondi, che tratti tematiche proposte da Avis. Le finalità del concorso sono molteplici: la principale è quella di sensibilizzare i ragazzi su valori come solidarietà, gratuità, fratellanza senza discriminazione di razza, credo politico o religioso; un’altra importante motivazione è aiutare gli studenti a scoprire gli elementi fondamentali del linguaggio   cinematografico come strumento espressivo e di maturazione della personalità. Altro obiettivo del Concorso è anche far conoscere la missione di Avis ai ragazzi e alle loro famiglie, ovvero di diffondere nei cittadini la “cultura dell’altruismo” ed in particolare quella della donazione di sangue, necessaria per far fronte al fabbisogno sempre più crescente degli Ospedali. Una commissione formata da un rappresentante della scuola, dell’Avis e dell’amministrazione Comunale e di “officina Immagini”, valuterà i lavori, stabilendo l’ordine dei primi 3 classificati, esaminando, oltre che il messaggio trasmesso, anche i meriti tecnici e artistici.

Gianni Mamprin

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