A Vedelago premiati i vincitori del concorso grafico-letterario per gli studenti

Premiati a Vedelago, durante la festa sociale del 15 ottobre, i ragazzi vincitori del “Concorso grafico-pittorico”. Questa attività viene svolta dall’Avis nelle scuole per sensibilizzare i più giovani sull’importanza della donazione del sangue.

La giuria tecnica si era riunita il 9 luglio, presso la sede di Villa Binetti, per scegliere i lavori migliori.

La commissione era composta dalla pittrice Bianca Mardegan, dal professor Paolo Ghedina e dall’esperto di grafica e comunicazione Daniel Perazzone. Un centinaio i disegni pervenuti, tra i quali sono risultati vincitori gli studneti: per la categoria “tecnica del disegno” Sasha Filipetto (2B) al primo posto, Nicole Del Grosso (2B) al secondo e Sofia Poser (2B) al terzo. Per la categoria “originalità-creatività”: 1° posto a Giorgia Rubino (2A), 2° a Claudia Miatto (2B) e 3° a Tommaso De Faveri (2C), per la categoria “messaggio-slogan” 1° posto ad Anita Basso (2C), 2° a Luca Serato (2E) e 3° a Olga Maggiotto (2A).

La giuria ha segnalato, inoltre, il lavoro dalla studentessa Federica Butnaro (2E) per l’impegno comunicativo espresso nella poesia accompagnata da immagini.

 

Forze Armate e Forze dell’Ordine invadono il Centro trasfusionale di Treviso. Niente paura, solo per donare.

È ormai tradizione da dieci anni. Sempre di più, senza distinzione alcuna di gradi, divise e stellette sono accanto all’Avis provinciale di Treviso e agli ammalati. Una vera invasione di divise, mercoledì 25 ottobre, alla decima edizione di “Uniformi nel donare”, la giornata della donazione di sangue delle Forze Armate e dell’Ordine, nata a Treviso nel 2007 in collaborazione con Avis provinciale e Ulss 2.

Settantotto tra uomini e donne – il doppio di tutte le precedenti edizioni – hanno aderito al decennale dell’iniziativa. Ben 46 le persone che si sono avvicinate per la prima volta alla donazione sottoponendosi all’iter di idoneità. Un’edizione che sarà ricordata anche per la massiccia scesa in campo dell’Esercito, con tanti militari per la prima volta stesi sui lettini a braccio scoperto.

“Una risposta incredibile che conferma la sensibilità e l’altruismo di tutte le Forze dell’Ordine, che oltre a vigilare e rischiare la propria vita ogni giorno per la sicurezza dei cittadini, si spendono in prima persona anche per i malati – spiega entusiasta la presidente di Avis provinciale, Vanda Pradaloggi tutti insieme, nei prossimi mesi in silenzio, senza clamori, ma con costanza, com’è nel loro stile. È un esempio di senso civico molto forte quello che lanciano alla popolazione”.

Per l’Ulss 2 era presente il direttore generale, Francesco Benazzi: “Un momento importante è quello a cui oggi abbiamo assistito ancora una volta. Gli uomini e le donne delle Forze armate e di Polizia che ogni giorno sono al fianco dei cittadini nel loro compito d’istituto, hanno dimostrato di essere a fianco anche nella solidarietà e nell’impegno sociale  – ha detto – Un ulteriore merito che si aggiunge ai tanti che già hanno. Un segno di forte sensibilità in un campo come quello della donazione del sangue che già contraddistingue la nostra regione che non solo è autosufficiente, ma anche rifornisce di sangue altre zone del paese, specie in questo momento in cui c’è particolare bisogno di sangue. Non dimentichiamo che con l’arrivo dello Iov a Castelfranco nella nostra provincia la richiesta sarà ancora maggiore.”

Al Centro trasfusionale dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso sono giunti agenti di Polizia di Stato, Penitenziaria, Provinciale e Locale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, militari dell’Aeronautica e dell’Esercito. Ad accoglierli, tra gli altri, il primario del Trasfusionale, dott. Andrea Frigato.

Partita nel 2007 sotto il patrocinio del questore di Treviso, da un’idea del dott. Claudio Di Paola, la particolare campagna di sensibilizzazione al dono del sangue non ha uguali né in Veneto né in Italia. E risultati significativi. Nonostante i continui trasferimenti e cambi d’incarico tipici di chi svolge questo mestiere, i donatori in divisa in provincia di Treviso sono sempre circa 600, con il 5% di donne. In percentuale, i tutori della pubblica sicurezza mantengono un buon 2% sul totale dei donatori (quasi 33 mila) della Marca trevigiana che è tra le province più generose del Veneto, anche con cessioni fuori provincia e regione.

A cura di Michela Rossato e Fabio Bruno

Servizio Civile in Avis: dall’11 ottobre 14 giovani impegnati in Veneto

Inizia oggi, in tutta Italia, un nuovo anno di servizio civile in Avis.In Veneto sono 14 i giovani che hanno scelto di impegnarsi per 12 mesi nelle tante attività della nostra associazione e in progetti di incremento dei nuovi donatori.Nella sede dell’Avis regionale sono arrivate Gloria e Seynabou, che hanno ricevuto la maglia rossa del Servizio Civile Nazionale dall’uscente Zineb. Sono state state accolte dal presidente regionale Giorgio Brunello e dal segretario Mauro Favret che da Treviso mandano un benvenuto a Cristina entrata in servizio all’Avis di San Donà di Piave, a Simona all’Avis comunale di Rovigo, a Silvia e Ilenia all’Avis comunale di Verona, a Valentina e Veronica all’Avis provinciale di Padova, a Giulio e Sara alla Provinciale di Rovigo, a Chiara e Alvise alla Provinciale di Venezia e ad Andrea Salvatore e Deborah Ayorkor all’Avis Provinciale di Verona.

In bocca al lupo a tutti!

 

Regione Veneto: il dono del sangue unisce maggioranza e opposizioni

Il dono del sangue non ha “colore”, tantomeno politico. E neanche confini, visto che tutti i protagonisti vengono da zone del Veneto dove – dicono alcuni travisando la realtà – si dovrebbe essere “sospesi” dalla donazione a causa del West Nile Virus.  A dimostrarlo gli amministratori regionali del Veneto martedì 12 a Venezia. Sono arrivati da quattro province su sette, a donare o a fare l’esame di idoneità per diventare donatori.

Due erano gli assessori: Luca Coletto (VR) e Elena Donazzan (VI); poi il presidente e vice presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti (VI) e Bruno Pigozzo (VE). Assieme a loro tre consiglieri, anche questi bipartisan: Patrizia Bertelle (RO), Nicola Finco (VI), Alberto Villanova (TV). L’iniziativa è stata di Bruno Pigozzo, donatore avisino da sempre, che lo scorso anno ha fatto nascere in Consiglio regionale del Veneto un piccolo nucleo di donatori di sangue, tessuti e organi. Un gruppo che evidentemente sta crescendo, cinque altri consiglieri erano stati coinvolti, assicurando la loro presenza, ma per ragioni logistiche dell’ultimo momento non hanno potuto partecipare. Altri consiglieri, nonché molti dipendenti di Palazzo Ferro-Fini sede della Regione, si stanno avvicinando alla donazione.

Roberto Ciambretti

Sono stati accolti al Centro trasfusionale dell’Ospedale di Venezia dal direttore generale dell’Ulss 3 Giuseppe Dal Ben e dal primario del Servizio Immunotrasfusionale della stessa Ulss Gianluca Gessoni. Il dott. Gessoni ha sottolineato come tutti i donatori periodici del Veneto possono donare, anche delle province (6 su 7, è esclusa solo Belluno) dove c’è l’allarme precauzionale per il West Nile Virus veicolato dalle zanzare: “In tutti i Centri trasfusionali del Veneto viene effettuato l’esame tramite NAT-PCR per eescludere, sacca per sacca, la presenza del virus. Il periodo di “sospensione” di 28 giorni per chi vive nelle nostre province, quindi, non ha nessuna ragion d’essere”.

A fare gli onori di casa avisini anche i presidenti Avis di Venezia e Mestre-Marghera, Sandro Cicogna e Lucia Delsole e il presidente di Avis regionale Giorgio Brunello.

Tutti i nostri politici si sono sottoposti al normale iter dei donatori periodici: registrazione, compilazione del questionario di responsabilità, visita medica e prelievo (di sangue o plasma o delle provette per l’idoneità). Subito dopo, tra l’altro saltando perfino il ristoro post donazione, l’iniziativa è stata presentata alla stampa nella Scuola Grande di San Marco, annessa all’Ospedale. L’Assessore Coletto ha sottolineato come: “Se la sanità veneta è un’eccellenza lo dobbiamo in gran parte all’opera delle nostre associazioni di volontariato, Avis in primis, che assicurano l’indispensabile supporto di sangue e suoi derivati agli ospedali non solo del Veneto, ma anche di altre regioni. Ma c’è sempre più bisogno, perché aumentano anche gli interventi chirurgici (in particolare trapianti, ndr) e per fortuna anche l’aspettativa di vita”.

Il presidente di Avis regionale Giorgio Brunello, confermando il momento davvero difficile che sta attraversando il Veneto per l’aumento delle richieste, ha sottolineato come l’emergenza estiva in Italia sia destinata ad aumentare anche in autunno, visto che a causa della Chikungunya in Lazio è previsto un probabile “buco” di 28mila sacche.

Ciambetti e Donazzan hanno sottolineato invece come l’iniziativa sia anche un segnale ai giovani, cadendo proprio nel giorno di riapertura dell’anno scolastico. Donazzan, assessore all’Istruzione, ha poi chiesto ai giovani di riflettere sull’importanza di donarsi un po’ agli altri. Probabilmente, come ha suggerito Giorgio Brunello in conferenza stampa, nascerà una più profonda collaborazione fra assessorato e Avis regionale per diffondere la cultura della solidarietà nelle scuole.

I risultati, laddove si opera a livello scolastico, si vedono. Ne ha portato l’esempio il presidente di Avis Venezia, Sandro Cicogna: “Quest’anno, dopo una intensa attività di promozione nelle scuole medie superiori, abbiamo registrato ben 200 donatori in più di cui 170 dai 18 ai 25 anni: i giovani, se informati e stimolati rispondono”. (b.c.)

 

 

 

 

 

 

Home Festival: giovani avisini in prima linea

Dopo l’esordio del 30 agosto con Max Gazzè, i Los Massadores e tanti altri, una seconda serata dai toni internazionali ha animato l’Home Festival di Treviso e fatto ballare anche i volontari dell’Avis!

A calcare il palco sono tornati i Duran Duran, idoli degli Anni Ottanta, più scatenati che mai, richiamando fan non solo dal territorio nazionale, ma anche del resto d’Europa, Inghilterra e Germania in testa. Qualcuno è arrivato persino dagli Stati Uniti e si è fermato…allo stand del Gruppo Giovani Avis.

Jacopo da Morgano, Riccardo da Mogliano Veneto, Angela neo presidente dell’Avis di Piazzola sul Brenta e Mattia dalla Comunale di Campo San Martino (Pd), hanno informato e accolto sia neo donatori che veterani che persone interessate alla donazione e a voler spendere un po’ del proprio tempo per aiutare il prossimo. Un modo di lavorare sinergico e in rete che si sta dimostrando sempre più efficace.

I ragazzi dell’Avis saranno all’Home Festival fino al 3 settembre.

Morgano (Tv): Avis contro amministratori per la distrofia muscolare

La seconda edizione dello “Squero Party” quest’anno ha fatto da sfondo all’evento benefico “Goal for Duchenne”. Il 26 agosto, agli impianti sportivi di Morgano (Tv), Avis e Pubblica amministrazione si sono simpaticamente sfidate “all’ultimo sangue” per sostenere la ricerca sulla distrofia muscolare di Duchenne, soprattutto per il piccolo Marco, padrino onorario della serata, e di altre persone che combattono questa dura battaglia.

In un epico scontro calcistico si sono confrontati in maglia verde l’assessore regionale al turismo Federico Caner, il presidente della Provincia di Treviso Stefano Marcon, sindaci e rappresentanti delle Amministrazioni comunali di Morgano, Resana, Treviso, Preganziol, Quinto di Treviso, Spresiano e Castelfranco Veneto contro i volontari dell’Avis comunale di Morgano, in maglia bianca. Una partita entusiasmante, culminata con una schiacciante vittoria a favore dell’Avis, per 5 a 2! I

n questo contesto i volontari della “Duchenne Parents Project” hanno avuto l’occasione di sensibilizzare la popolazione, accorsa in gran numero, su questa particolare malattia e su cosa comporti, portando anche il punto di vista dei genitori stessi. Una serata che ha permesso anche all’Avis di essere molto visibile e di raccogliere nuove promesse di donazioni, grazie alla presenza del gazebo informativo gestito dai ragazzi del Gruppo Giovani Avis provinciale Treviso.

Questi eventi sono l’occasione con cui si costruisce una rete solidale fra gli stessi avisini, in cui si va oltre i meri confini geografici e si realizza di fatto un’Avis sempre più coesa, creativa e solidale a livello intercomunale. Un’ottima modalità attraverso cui sensibilizzare le persone su quanto sia necessario adoperarsi per gli altri, sottolineando che anche un piccolo aiuto può fare la differenza.

Jacopo Scattolin

Avis Giovani al CJF Music Festival di Codognè

Anche quest’anno Avis era presente, con uno stand dedicato, al CJF Music Festival, che nelle serate del 13-14-15 luglio 2017 ha richiamato migliaia di giovani presso gli impianti sportivi di Codognè (Tv), con una serie di concerti.

Manifestazione in continua espansione, nata nel 2012 dalla volontà di alcuni ragazzi residenti nel comune, di creare momenti di aggregazione e intrattenimento per giovani di tutte le età all’insegna della buona musica e del divertimento, è ormai giunta alla sesta edizione ritagliandosi nel panorama dei festival estivi veneti, un posto da protagonista.

L’evento ha visto sul palco molti artisti (Herman Medrano & The Groovy Monkeys, Pollio, Fare Soldi, Gazzelle, DJ Aladyn) e grandi ospiti d’eccezione dalla compagine veneziana dei Rumatera, che ha animato con i suoi pezzi di punk californiano in dialetto veneto il giovedì sera, gli Ex-Otago, band genovese, la quale sta riscontrando un meritato successo nel panorama pop italiano, e infine Dj Albertino e Febbre a 90 che hanno infiammato il pubblico nell’ultima serata.

Tra le novità dell’edizione 2017 all’interno del festival sono state allestite varie aree pensate per offrire una vasta scelta di attività, come lo Street food con le sue deliziose specialità culinarie, l’area shopping con la mostra mercato, gli stand multimediali e l’area baby fun, che hanno costituito un’attrattiva per grandi e piccini.

Avis non poteva certo mancare! Un gruppo di volontari delle comunali di Codognè, Fontanelle, Vazzola e Gaiarine affiancati e supportati dai Giovani della provinciale di Treviso, ha partecipato con uno stand all’interno della cornice del Festival, fornendo informazioni per sensibilizzare i giovani e le famiglie sull’importante tema della donazione. Nelle serate di musica sono state raccolte circa un centinaio di proposte di adesione, utile strumento per far avvicinare le persone a far parte dell’associazione.

Lo scopo della partecipazione all’evento era quello di dare una sempre maggior visibilità ad Avis, attrarre nuovi potenziali donatori e tenere informati gli avisini delle prossime giornate di donazione.

Consapevoli che il rapporto con questo tipo di eventi si consoliderà sempre di più in futuro, poiché rappresenta un’occasione importante per diffondere il messaggio di Avis, siamo fiduciosi che questa strategia anche quest’anno si dimostrerà vincente, ma solo nei prossimi mesi potremmo accertare i risultati.

Avis Codognè – Avis Giovani

 

Corleone: s’inaugura nuovo centro raccolta, con i veneti di “Riso fa Buon sangue” e il presidente Argentoni

È un toponimo tristemente legato a tutt’altre vicende, quello dello splendido comune di Corleone. Ma grazie anche all’Avis e alle forze immense dei valori del Volontariato tutto, per Corleone sabato 5 agosto sarà una data storica. Si inaugura infatti il Centro fisso di raccolta Sangue voluto dalla locale Avis e ottenuto dopo anni di impegno. L’inaugurazione si svolge alle ore 17 nella sede del Centro in via Neve n. 23. Saranno presenti, fra gli altri: il presidente nazionale Avis Alberto Argentoni; il presidente regionale Salvatore Mandarà; il vicepresidente vicario Emilio Russo; il presidente provinciale, Salvatore Calafiore e la presidente di Avis Corleone Enza Crapisi. L’iniziativa ha anche il sostegno dell’Unicredit e si svolge con il supporto del CeSVoP.

Poi tutti in piazza Falcone e Borsellino (la Villa Comunale), dove dalle ore 21 saranno protagonisti i cabarettisti e i comici di Riso fa buon sangue, la compagnia nazionale che gira l’Italia per sensibilizzare sulla donazione attraverso il buon umore. Sono invitati naturalmente tutti i cittadini. L’ingresso è libero.

“Il territorio corleonese – sottolinea la neo presidentessa Crapisi (nella foto con il suo predecessore Gian Franco Scianni)  – ha ottime potenzialità per contribuire all’autosufficienza regionale nel fabbisogno di sangue. Infatti, l’Avis di Corleone, che opera da vent’anni, ha raggiunto punte importanti nel campo della donazione (circa 900 sacche all’anno) che le permettono di dare un massiccio contributo al Centro Trasfusionale del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, in aiuto a quanti sono nel bisogno e nella sofferenza. Adesso con il Centro fisso – continua la Presidente – l’Aavis di Corleone potrà fare molto di più e migliorare l’attività svolta con ancora più elevati standard di sicurezza per la donazione del sangue. Siamo riconoscenti a Unicredit per l’aiuto economico che ha voluto dare, perché grazie a questo preziosissimo e indispensabile contributo ha permesso di completare un progetto difficile nella realizzazione, ma molto ambizioso”.

L’Avis di Corleone, tra l’altro, è formata da tanti e attivissimi donatori giovani, questo anche grazie al servizio civile nazionale che in questi anni ha avvicinato moltissimi giovani siciliani alla nostra Associazione.

È un momento molto significativo per tutta l’Avis nazionale – ha affermato il presidente Argentonie per diversi motivi. Innanzitutto è la dimostrazione che c’è un’Italia della solidarietà più forte di chi vuole associare alcune zone a stereotipi negativi. In secondo luogo, l’apertura di un centro di raccolta moderno e a norma avviene in una zona che tutto l’anno presenta criticità per il raggiungimento dell’autosufficienza. Con sedi più efficienti vogliamo facilitare l’afflusso dei donatori, garantire la massima qualità e sicurezza e ridurre al minimo le criticità. Infine, questa apertura rappresenta un segno concreto di partnership con il mondo profit, grazie alla donazione di Unicredit e alla loro azione di responsabilità sociale”.

Per conoscere meglio la realtà “vera” di Corleone e della sua Avis, “sfruttiamo” l’intervista di Sofia Facchin, dell’ufficio stampa di “Riso fa Buon Sangue” alla presidente Crapisi. http://www.risofabuonsangue.it/conosciamo-avis-comunale-corleone-e-enza-crapisi-presidente/#more-4245

Un abbraccio agli amici corleonesi (ciao Mattea) da tutta la redazione di Dono&Vita. (b.c.)

Servizio Civile in Avis, 15 posti in Veneto: “ci fa crescere umanamente”

I ragazzi del Servizio Civile 2016/2017. Zineb la prima da sinistra.

È stato pubblicato giovedì 25 maggio il Bando Nazionale di Servizio Civile 2017 con scadenza il 26 giugno 2017 alle ore 14:00. È aperto a tutti i giovani dai 18 ai 28 anni che vogliano effettuare un anno di esperienza nelle nostre Avis.

Per il Progetto “Un anno con l’Avis”, 15 in totale sono i posti riservati alle Avis del Veneto. Due saranno impiegati a Treviso, presso la sede REGIONALE. Quattro le Avis provinciali del Veneto che hanno fatto richiesta di avere giovani del Servizio Civile come supporto per le proprie attività: Padova, Rovigo, Venezia e Verona (due giovani per ciascuna Provinciale), anche tre Avis comunali sono nell’elenco del Ministero: Avis comunale San Donà di Piave (1 volontario), Avis comunale di Verona (2 volontari), Avis comunale di Rovigo (2 volontari). Ai selezionati che presteranno servizio per 12 mesi verrà corrisposto dal Ministero un assegno mensile di 433 euro. In Italia i posti di Servizio Civile riservati al progetto Avis sono in tutto 388.

La scadenza per la presentazione delle domande ad AVIS Nazionale è il 26 giugno alle ore 14:00 ed è improrogabile. Ricordiamo che non fa fede il timbro postaleSul sito www.avis.it, i giovani interessati possono reperire tutte le informazioni utili a presentare la propria candidatura. Per candidarsi bisogna fare riferimento esclusivamente alla modalità di iscrizione predisposta da AVIS Nazionale. Le domande che dovessero pervenire in AVIS Nazionale in forma incompleta, errata o con modalità differenti da quelle previste dal Bando stesso, NON potranno essere in alcun modo prese in considerazione.

Il Servizio Civile rappresenta un’opportunità per le AVIS per avere dei giovani che possono dare un aiuto operativo, ma anche e soprattutto per i giovani che abbiano voglia di “fare” nel mondo del volontariato e del volontariato del Dono in particolare.

“Perché” svolgere il Servizio civile in Avis lo abbiamo chiesto a Laura Cendron, 29 anni, e Zineb Wahmane, 25 anni. La prima ha svolto il Servizio Civile in Avis regionale nel 2015/2016 e collabora ancora oggi con la Segreteria regionale in sostituzione di una maternità. La seconda è nata in Marocco, in Italia da 22 anni sta svolgendo attualmente Servizio sempre presso l’Avis regionale a Treviso.

I ragazzi del Servizio Civile 2015/2016 durante il corso di formazione. Laura Cendron è la prima accosciata da destra.

Laura Cendron: “Il Servizio Civile in Avis è stata per me un’occasione per conoscere i retroscena di un Associazione tanto complessa quanto indispensabile per tutte quelle persone che ogni giorno hanno bisogno di sangue. Grazie al Servizio Civile ho potuto “toccare con mano” il mondo che sta dietro al semplice gesto della donazione: volontari, organizzazione, competenze, sacrifici, ma anche formazione, scuola, ricerca”.

Zineb Wahmane: “Avis in particolare perché offre un “servizio” di raccolta di sangue per gli ospedali che si dà per scontato ma che in realtà è garantito dalla buona volontà dei volontari. In Avis entri in contatto con persone che dedicano il loro tempo all’aiuto del prossimo e acquisisci una sensibilità verso tematiche che forse non avevano mai attirato la tua attenzione. Sei di conseguenza stimolato ed ispirato da persone che considerano il dono del loro tempo e del loro impegno come qualcosa che fa bene agli altri ma che soprattutto fa sentire bene loro. E rendersi utili in un contesto del genere, dove sei circondato da persone che ancora credono nell’aiuto reciproco tra esseri umani non può far altro che farci crescere umanamente”. (B.C.)

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