Donatori molto attenti alla propria salute: da un’indagine di Avis nazionale nell’anno dell’EXPO (2015)

I donatori sono i più attenti alla corretta alimentazione, rispetto al resto della popolazione. Consci che dal proprio stato di salute dipende anche quello di chi riceve il loro sangue. Sono i risultati dell’indagine “Avis per Expo: Nutriamo la Vita”, realizzata in collaborazione con la Nutrition Foundation of Italy. Probabilmente, la più grande indagine sulle abitudini alimentari dei donatori mai ideata dall’Avis nazionale, attraverso migliaia di questionari anche on line e il coinvolgimento di tutte le sue sedi.

Dati messi a confronto con quelli dello studio Liz (Liquidi e zuccheri nella popolazione italiana) condotto con la Società italiana di medicina generale sempre su persone (non donatori) di età compresa tra i 18 e i 64 anni.

L’abitudine dei donatori di consumare regolarmente una ricca ed abbondante colazione mostra subito il primo “distacco” dal resto della popolazione: il 60% contro il 40% dei soggetti Liz.

Ancora, una maggiore percentuale di donatori presta attenzione all’apporto calorico, cerca di evitare i cibi troppo energetici (32% contro il 23%) e consuma molta frutta e molta verdura (49% dei donatori contro il 42% dei soggetti Liz). Ma è soprattutto sull’utilizzo dell’olio extravergine d’oliva come grasso di condimento che gli avisini “volano” alto: ben il 90% contro il 79%, così come il 60% dei donatori (contro il 50%) presta attenzione al sale aggiunto ai cibi cercando di aggiungerne poco a tavola o di utilizzare le più salutari spezie per dare sapore a ciò che mangiano (12% contro il 3%).

Attenti anche all’uso dello zucchero, che però “piace” ai donatori più o meno come al resto della popolazione. Da notare che gli uomini consumano più caffè, latte, biscotti, brioche, pane e marmellate delle donne, che preferiscono invece the, cappuccino, cereali, yogurt e latte di soia o riso.

Ad essere più consapevoli del fabbisogno energetico giornaliero sono in genere le donne, che per percentuali primeggiano sia tra i donatori che se confrontate con le donne dello studio Liz. Sempre le donne risultano tra le più interessate agli argomenti proposti dal questionario.

Sul fronte “liquido” gli avisini arrivano a bere fino a 2, (alcuni fino a 3) litri di liquidi al giorno (tra acqua, the, tisane, succhi…a pasto e fuori pasto) superando la media dello studio Liz, che comunque non dista molto a percentuali, segno che della necessità di bere molto durante la giornata c’è una consapevolezza ormai diffusa.

Il terzo fronte della ricerca “Avis per Expo” si è, infine, concentrato in particolare sull’attività fisica dei donatori, che rientra tra i corretti stili di vita.

È emerso che 7 donatori su 10 praticano attività sportive: il 34% degli uomini e il 43 % delle donne affermano di spostarsi spesso a piedi e camminare quando possono; mentre correre e andare in bicicletta sono attività praticate dal 42% dei donatori e dal 28% delle donatrici. Entrambi i gruppi dedicano tempo ad attività sportive una-due volte alla settimana (27% degli uomini e 28% delle donne) o almeno tre volte alla settimana (26% degli uomini e 18% delle donne). Secondo il sistema di sorveglianza Passi (Progressi delle Aziende sanitarie per la salute in Italia 2011-2014) che monitora lo stato di salute della popolazione italiana adulta, ci si muove troppo poco, sicuramente in quantità inferiore a quanto raccomandato. Solo il 33,2% della popolazione è più o meno attivo, e secondo il Progetto cuore (2008-2012) il 41,6% delle donne adulte e il 32,3% degli uomini sono fisicamente inattivi. I dati avisini non sono ancora entusiasmanti, ma che si muovano 7 donatori su 10 è comunque un dato molto buono.

Per concludere, i questionari sulle conoscenze in tema di sana alimentazione e stili di vita rilevano un buon grado di conoscenza da parte dei donatori.

Le principali fonti di informazione in tal senso sono i medici (per il 44 % delle donne e per il 36 % degli uomini), seguiti dai siti web. Al terzo posto le donne hanno segnato i libri e le riviste, mentre gli uomini hanno indicato i famigliari. I programmi televisivi rappresentano la quarta fonte di informazione per entrambi i gruppi.

“I donatori si differenziano dal resto della popolazione per una maggiore attenzione ai comportamenti alimentari e all’esercizio fisico – si legge nel report di Avis nazionale- Non si differenziano molto, invece, per le conoscenze in materia di alimentazione e salute, cosa che suggerisce l’importanza di interventi di carattere nutrizionale mirati alla correzione degli errori più frequentemente commessi. Interventi che saranno tanto più efficaci in quanto rivolti ad una categoria, quella dei donatori, già più incline, rispetto alla popolazione generale, a seguire corretti stili di vita”.

di Michela Rossato, periodico “Dono&Vita” (giugno 2015)

 

 

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