L’Abvs Belluno guarda al futuro

Dono e Vita

L’assemblea annuale sezionale è di certo un’occasione per scambiare quattro chiacchere con i piedi sotto ad un tavolo. Parimenti è un doveroso momento di riflessione su quanto è stato fatto, ma soprattutto, su quanto è ancora da fare. La corposa sezione bellunese dell’Associazione Bellunese Volontari del Sangue ha colto l’occasione, il primo marzo scorso, per fare il punto della situazione. I donatori attivi sono 866 (361 donne e 505 uomini) che nel 2014 hanno effettuato 1.368 donazioni. Numeri degni di nota per la sezione del capoluogo che si conferma la più grande dell’associazione ma che amplia il proprio sguardo agli anni precedenti. Seppure le donazioni restino pressochè stabili, sono i donatori a ridursi progressivamente per raggiunti limiti di età o per accantonamenti dovuti a motivi sanitari. L’appello del segretario Paolo Foppa, supportato dal dott. Alberto Argentoni, vice presidente vicario di Avis nazionale, va ai giovani, il cui impegno consentirebbe di rimpolpare le file dell’associazione tamponando il progressivo invecchiamento dei donatori attivi. Va ricordato, infatti, che è grazie alla donazione volontaria, gratuita, periodica e anonima degli associati che gli ospedali possono contare su una scorta sufficiente di sangue, il quale, al momento, non può essere riprodotto in laboratorio. Spazio, infine, a quei donatori che si sono distinti per l’impegno profuso: è il caso di Rosalia Rosset, destinataria del distintivo d’oro per le 75 donazioni eseguite. Un numero notevole soprattutto se raggiunto da una donna. A ruota seguono le quattro medaglie d’oro: Roberto Serafini, Paolo Barp, Carlo de Negri e Paolo Ferraro.

Barbara Iannotta

Il segretario Paolo Foppa
Il segretario Paolo Foppa

Roberto Serafini
Roberto Serafini
Rosalia Rosset
Rosalia Rosset
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