Pianezze: la “carica” dei 600 avisini di Marca

ChiesaIl suggestivo scenario del Tempio internazionale del donatore di sangue, a Pianezze di Valdobbiadene, ha fatto ancora una volta da cornice alla “Giornata del donatore di sangue” dell’Avis provinciale di Treviso. A centinaia, per lo più dirigenti delle 90 Avis comunali, ma anche donatori e loro familiari, si sono ritrovati l’1 settembre per trascorrere alcuni momenti insieme, in vista della ripresa di tutte le attività associative. Diversi gli interventi ai microfoni di dirigenti e presidenti, sempre attorniati dallo splendido colpo d’occhio rosso dei numerosi labari, presenti sin dalla mattinata prima al raduno e poi alla sfilata sino al Tempio, dove don Bruno Faggion ha celebrato la Messa, con “passaggi di riflessione” simpatici e molto stimolanti.

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Francesca Fava, presidente Avis Valdobbiadene

A fare gli onori di casa la giovanissima presidente dell’Avis comunale di Valdobbiadene, Francesca Fava, che ha sottolineato come tutti i nuovi e giovani dirigenti delle Avis di ogni livello siano animati dal più autentico entusiasmo e da tanta voglia di fare.

“La festa al Tempio è importante perché questa è la casa di tutti i donatori di sangue – ha esordito il sindaco di Valdobbiadene, Bernardino Zambon – che oggi sono tutti, idealmente qui con noi, perché ciascun labaro rappresenta i donatori di ogni Avis, la cultura del dono, la grande sensibilità dell’avisino”. Concetto ripreso dall’assessore provinciale alle politiche sociali, Paolo Speranzon, sempre molto vicino all’associazione: “Questa giornata è significativa perché valorizza il ruolo dell’Avis e di tantissime persone, migliaia nella Marca, che si donano al prossimo, senza riflettori, portatori di valori che sembra di non riuscire più a vedere e trovare in questa società”.

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Vanda Pradal e Lamberto Pilonetto

Migliaia nella Marca e oltre un milione in Italia, dove “i volontari, in diversi settori, sono ufficialmente 6 milioni – ha spiegato il prof. Lamberto Pillonetto, insegnante ed ex preside di scuola superiore  che ha fatto un’indagine in tal senso – un numero forse sottostimato, perché il volontariato agisce senza clamori ed è difficile da quantificare. Di certo sono quantificabili i donatori di sangue tutti, che sono dei volontari speciali, protagonisti silenziosi di un gesto particolarissimo che non ha uguali perché è il dono di parte di sé. Tra i tanti tipi di dono che una persona può fare e ricevere, quello del sangue è senza dubbio speciale”. Riportiamo su questo LINK l’intervento completo, di cui a Pianezze è stata riportata solo una sintesi, che può essere motivo di riflessione e approfondimento per tutti i volontari.

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Gino Foffano, presidente regionale Avis

Per la prima volta alla festa trevigiana in veste di presidente dell’Avis regionale, dopo averla vissuta da presidente provinciale per anni, Gino Foffano ha sottolineato il grande rinnovamento che negli ultimi mesi ha coinvolto i dirigenti avisini a tutti i livelli. “Il cambiamento porta linfa vitale all’associazione, entusiasmi ma anche un forte impegno, specie in vista delle imminenti sfide che già da questo mese coinvolgeranno l’Avis della provincia di Treviso e regionale, come le ispezioni regionali alle Unità di raccolta e l’organizzazione dei corsi di formazione per il personale delle strutture associative per l’ulteriore salto di qualità richiesto da un decreto entro dicembre del 2014”.

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Bernardino Spaliviero

“Un momento straordinario che rinnova il patto di aiuto fatto con i malati – secondo il consigliere di Avis nazionale, Bernardino Spaliviero – un passaggio epocale per il sistema trasfusionale italiano, che già è un modello e tra i migliori al mondo, per assicurare che tutta la sua filiera, che parte dal donatore e arriva al malato, sia ancor più e sempre al massimo. I donatori sono portatori degli interessi degli ammalati grazie alla loro scelta etica, culturale, civica, o religiosa. È quella scelta, spinta da qualsivoglia motivazione, a rendere possibile l’intera filiera”.

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Alessando Dal Canton

Una scelta che oltre ad assicurare il sangue agli ospedali trevigiani, aiuta quelli che ne sono carenti “sia altre province del Veneto, Padova in testa, sia altre regioni, come il Lazio e la Sicilia – ha sottolineato il direttore del Dimt di Treviso, dott. Alessandro Dal Canton – la raccolta sta andando bene e stiamo lavorando  sempre meglio tutti insieme, con i donatori e i volontari avisini sempre più di supporto alle strutture sanitarie. In questo sta la nostra forza, in un lavoro di concerto come in un‘orchestra, dove elementi nuovi e meno nuovi devono suonare insieme”.

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Vittorio Dall’Armi

A chiudere gli interventi è stata Vanda Pradal, neo presidente dell’Avis provinciale di Treviso, che ha ringraziato sia il presidente del Comitato Tempio, Vittorio Dall’Armi, che lascia l’incarico dopo tanti anni di passione e affetto profondo per la casa di tutti i donatori, sia i dirigenti per la dedizione e il tempo che dedicano all’associazione, a volte sacrificando il proprio tempo libero e anche la propria famiglia.

Michela Rossato

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