West Nile Virus: i donatori veneti possono donare, anzi…

Nessun allarmismo o stop alle donazioni di sangue.
I Donatori, anzi, sono i cittadini più al sicuro.

 

In merito alla segnalazione di alcuni casi di West Nile Virus nel Veneto, ultimo ieri in provincia di Padova, veicolato dalla zanzara Culex la situazione trasfusionale è strettamente monitorata ora per ora. A tale proposito, per sedare ogni inutile allarmismo in merito,  il presidente dell’Avis Regionale, Gino Foffano, precisa che la

Gino Foffano
Gino Foffano

situazione è sotto controllo e che i donatori di sangue residenti in tutta la regione possono donare regolarmente. La sospensione temporanea (28 giorni), riguarda infatti i donatori di altre province extra Veneto dove, eventualmente, non vengono fatti di routine gli esami mirati su ogni donazione.

Ormai dal 2008, nelle province venete in cui si segnalano casi di virus e persone infette, scatta automaticamente il test Nat-PCR su tutte le sacche donate.

La procedura emanata dal Centro Nazionale Sangue e dalla Regione Veneto tramite il Crat (Coordinamento regionale attività trasfusionali), permette così una stretta  sorveglianza sulle trasfusioni grazie ai  test sierologici effettuati sui donatori, garantendone la piena sicurezza trasfusionale.

“Tutti i donatori di sangue delle province venete interessate (Rovigo, Treviso, Verona, Venezia, Padova) vengono sottoposti al test Nat-PCR che diventa un esame obbligatorio di validazione della sacca. Senza aver effettuato il test, la sacca non viene trasfusa. Il sangue donato è quindi super controllato e con esso il donatore – sottolinea Foffano che invita gli avisini a continuare a donare con regolarità, vista anche la ripresa a pieno ritmo delle attività chirurgiche negli ospedali.

“Il test WNV Nat sui donatori che permette ai medici di rilevare e monitorare l’eventuale presenza del virus  – spiega il dottor Antonio Breda, responsabile del CRAT del Veneto –  controllando la salute del donatore stesso e, nel caso di eventuale positività, garantire la comunicazione  tempestiva e il successivo inquadramento clinico diagnostico nonché la temporanea sospensione dalla donazione di sangue (28 giorni, ndr)“.

Antonio Breda
Antonio Breda

Nelle province, anzi, in cui sono già scattate le misure preventive, i donatori che abbiano soggiornato in altre province o altri stati segnalati dal CNS (vedi tabella) possono tranquillamente donare”. I donatori di sangue, insomma, sono i più controllati e, tramite essi, anche la stessa popolazione.

Nella tabella disponibile a questo link sono indicate tutte le province italiane e i Paesi stranieri per cui vigono le misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione del West Nile Virus.

I sintomi della “Influenza del Nilo”. I sintomi dell’infezione moderata da virus del Nilo occidentale sono rappresentati da febbre moderata dopo pochi giorni di incubazione, che dura da tre a sei giorni, accompagnata da malessere generalizzato, anoressia, nausea, mal di testa, dolore oculare, mal di schiena, mialgie (dolori muscolari), tosse, eruzioni cutanee, diarrea, linfadenopatia e difficoltà a respirare. In meno del 15% dei casi, negli anziani e nei soggetti più deboli, possono aggiungersi complicazioni neurologiche.

Da qui la necessità di non infondere, come avviene del resto per qualsiasi anche blanda influenza, sangue proveniente da donatori che, potenzialmente, possono essere stati punti dalla zanzara Culex (la zanzara “nostrana”). Culex_sp.

 

Inizia a Donare per salvare una VitaDona su AvisVeneto.it