Bilancio 2012 e prospettive 2013 per il Dimt di Venezia

Un bilancio del 2012
L’anno appena concluso è stato un anno difficile per la sanità regionale, con il taglio di oltre 4 milioni di euro e il ridimensionamento delle risorse umane. Siamo stati fortunati a non subire tagli dei rimborsi e ci stiamo impegnando perché non siano messe a repentaglio la salute degli ammalati e la qualità del servizio. Il rinnovo della convenzione è stato quindi un risultato soddisfacente, anche se il nuovo pannello di esami sui donatori ha sollevato alcune critiche. Va ribadito che esso comprende tutti gli esami necessari per garantire la salute di ricevente e donatore e che il medico trasfusionista può richiedere eventuali esami aggiuntivi ove opportuno. Dal punto di vista della raccolta di emazie, sono stati confermati i dati del 2011, con 43.064 sacche, cui si aggiungono 8.555 di plasma (in calo rispetto al 2011, come richiesto dalla programmazione regionale) e 1.046 di piastrine. La raccolta però è stata disomogenea, con picchi a marzo, settembre e novembre, con difficoltà a collocare le eccedenze anche in seguito alla contrazione delle attività sanitarie.
Obiettivi per il 2013
Per il 2013 a Venezia è richiesto di confermare l’autosufficienza dipartimentale e già a gennaio i dati della raccolta sono stati positivi, con 3.508 sacche di emazie (+186, + 5,6% rispetto a 2012) su un totale di 4.315 (+249, + 6,85%). Per l’anno in corso il CRAT ricorda la funzione di chiamata del donatore, affidata dalla legge all’Avis: va migliorato il coordinamento tra le strutture di raccolta e l’attività di chiamata, in modo da risparmiare risorse, migliorare il servizio ai cittadini e la sostenibilità del sistema sanitario. Non si vuole eliminare la spontaneità del volontario, ma nessuno riterrebbe doveroso donare nel momento in cui il sangue non potesse essere utilizzato.
Una valutazione del mandato
Per questo mandato probabilmente come Avis provinciale non siamo stati molto visibili sul territorio. Il rinnovo della convenzione ci ha impegnato molto, anche a causa di difficoltà economiche e atteggiamento della dirigenza della Ulss capodipartimento: in otto anni non ho mai avuto l’onore di incontrare il direttore generale, il dott. Padoan. Anche con la presenza dei suoi delegati, le riunioni di dipartimento non si concludono con decisioni certe, poiché è sempre richiesto il vaglio del direttore. Cosa ben diversa è la considerazione del nuovo direttore, il dott. Dal Ben, verso le associazioni del volontariato, indispensabili e insostituibili per il buon funzionamento della sanità. Questo è quanto posso dire dopo il primo incontro conoscitivo, sicuramente positivo. Speriamo che continui così.
Il rinnovo delle cariche
Se vogliamo che la nostra associazione abbia un futuro dobbiamo accogliere sempre persone nuove, coinvolgendole e non scoraggiandole. E’ giusto tenere in considerazione chi ha contribuito a rendere l’Avis indispensabile per la sanità, ma non possiamo identificare l’associazione con singole persone. Il consiglio direttivo deve essere una squadra affiatata e motivata e riunirsi in sedute produttive, contestualizzate con l’andamento della raccolta e volte a condividere proposte.
La partecipazione dei soci
La partecipazione dei soci è ridotta in ogni realtà associativa, a causa della crisi e degli impegni lavorativi, e i tradizionali momenti aggregativi non sono più appetibili. Che fare? Mettersi in ascolto della gente, rinnovare salvaguardando quanto c’è di buono nelle proposte tradizionali; curare la fidelizzazione, con una telefonata di richiamo, gli auguri personalizzati, il giornale associativo, la presenza nei centri raccolta per accompagnare il nuovo donatore e appianare eventuali incomprensioni con i sanitari.

Maurizio Borsetto

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