Farmaci equivalenti … Perché fa lo stesso?

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Recentemente si è tenuto a Concordia Sagittaria il convegno dal titolo “Farmaco equivalente… Perché fa lo stesso?”.

A pochi mesi dall’entrata in vigore della norma che obbliga i medici ad indicare nelle ricette il nome del principio attivo dei farmaci e sulla scia dell’impulso informativo in materia già avviato da Avis Veneto, l’Avis di Concordia Sagittaria ha voluto puntare sulla diffusione della cultura sanitaria offrendo alla cittadinanza un convegno sul tema dei farmaci equivalenti.

I relatori, il dott. Francesco Fratto, farmacista, e il dott. Filippo Pinza, informatore scientifico di Teva, azienda leader nella produzione di principi attivi e farmaci equivalenti, hanno dettagliatamente illustrato l’iter di produzione e commercializzazione dei farmaci equivalenti e le statistiche di utilizzo di questi farmaci a livello europeo ed italiano.

I farmaci equivalenti sono stati descritti come sicuri, in quanto sottoposti ad un iter di verifica e certificazione da parte dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) e del Ministero della Salute, identico a quello dei farmaci di marca; efficaci in quanto realizzati con lo stesso principio attivo dei farmaci “branded”, anche se gli eccipienti per cui si differenziano i diversi farmaci possono condizionare l’assorbimento del principio attivo in modo assolutamente soggettivo; e più economici in quanto le aziende farmaceutiche affrontano esclusivamente i costi di produzione, senza dover sostenere i costi di ricerca e pubblicità che, al contrario, caratterizzano i farmaci di marca.

È stato inoltre dimostrato quanto l’Italia sia indietro nell’utilizzo di farmaci equivalenti rispetto ad altri paesi del nord Europa e nord America e, anche a livello italiano, sono stati messi in evidenza gli squilibri tra le diverse regioni, con il paradosso che le regioni con i maggiori problemi in termini di deficit nella spesa pubblica sono quelle che ricorrono in misura minore ai farmaci equivalenti.

Un momento dell'incontro

In un contesto di crisi economica globale è stato infine dimostrato che nel 2011 il ricorso ai farmaci equivalenti avrebbe permesso all’Italia di risparmiare quasi 800 milioni di euro e oltre 53 milioni sarebbero stati risparmiati nella sola regione Veneto.

La risposta e la partecipazione del pubblico hanno dimostrato l’interesse della gente verso i temi di natura sanitaria che riguardano la collettività e l’Avis, sempre attenta alla salute dei cittadini, può sfruttare l’occasione di questi convegni per promuovere corretti stili di vita e l’attenzione verso il dono del sangue.

Dario Piccolo

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