Donatori stranieri e medici “straniti”

Sulle prime abbiamo sperato, leggendola, che fosse una notizia un po’ “esagerata”. Di quelle tipicamente “estive”, per intendersi. Ma la serietà del collega che l’ha riportata oggi sul Gazzettino web (www.gazzettino.it) e i documenti in suo possesso ci confermano che era una speranza mal riposta. L’ultima che ci resta – come speranza –  è quella di un “colpo di calore” che possa aver colpito il medico in questione, dimentico forse di un certo Ippocrate e “stranito” da Lucifero, l’anticiclone sahariano da 40 e passa gradi…

Riportiamo la schermata del servizio. Basta cliccarci sopra per leggere integralmente la storia.

 

La notizia veniva diffusa proprio nel giorno in cui, a Treviso, il presidente dell’Avis provinciale Gino Foffano – intervistato da una TV locale – dichiarava come: “Ormai il 6 per cento dei donatori periodici iscritti all’Avis sono di nazionalità straniera… Per i nostri computer è ormai difficile anche fare delle “statistiche” del genere. Molti sono infatti i figli di immigrati, ormai maggiorenni e donatori, che sono nati in Italia e quindi, per noi, non vengono neppure catalogati come “stranieri”.”

Una domanda ci è sorta spontanea in Redazione. Quel cardiochirurgo di Padova sicuramente usa copiosamente sacche di sangue durante i trapianti che esegue su “italiani”. Chissà se gli è mai passato per la testa che “potrebbero” venire dal dono disinteressato di “stranieri”? Magari proprio romeni, tra l’altro a pieno titolo cittadini Europei? Riflessioni e domande che lasciamo ai commenti dei nostri lettori (basta cliccare “inserisci commento” qua sotto).

In attesa – si capisce – dell’immancabile “smentita” da parte dell’Azienda Ospedaliera di Padova. Tanto sono sempre i giornalisti che “capiscono male”…

Beppe Castellano

(23 agosto)

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