Quegli uomini in rosso, angeli dell’emergenza

Nel campo dei Vigili del Fuoco

Il terremoto è una guerra contro un nemico invisibile. E il presidio dei vigili del fuoco è come un fortino in mezzo al disastro. Il “Comando Operativo Modena San Prospero” è uno dei due comandi che coordinano il lavoro determinante, essenziale, dei vigili del fuoco sui luoghi del sisma. Un fortino quasi inespugnabile visto che noi veniamo respinti, senza perdite, al primo assalto. Poi, individuato l’accesso, senza formalità, possiamo farci un’idea del grande lavoro che stanno svolgendo i pompieri in questa zona.

“Siamo trecento unità provenienti da tutta Italia – ci spiega l’ing. Giuseppe Merendino il vice comandante del C.o.a. (Comando operativo avanzato) dentro la sua baracca-ufficio, dove ci dedica qualche minuto del suo preziosissimo tempo – e ci occupiamo della nostra zona di competenza. Operiamo dalle 6 alle 22 con diversi turni, solo ed esclusivamente in attività legate al sisma. Gli uomini che arrivano dai comandi e distaccamenti da tutta Italia, rimangono in media otto giorni. Poi ci sono le eccezioni, come il sottoscritto che non vede la famiglia a Ragusa da quindici giorni. Comunque, nel dettaglio operiamo nell’assistenza e soccorso alla popolazione, recupero beni storici e artistici, messa in sicurezza degli edifici, controllo edifici pubblici e civili, viabilità”.

Tra questi interventi, che sono stati moltissimi, quali i più delicati? “Sicuramente quelli relativi alle demolizioni e al recupero dei beni artistici, quadri, statue, opere d’arte. Per non parlare, poi, di quelli alle persone che hanno riguardato la prima parte degli interventi, la prima emergenza. Ricordo il recupero di un anziano, rimasto seppellito  dal crollo del suo condominio a Cavezzo”. Durante la conversazione veniamo interrotti tre volte da telefonate varie di richieste di interventi o informazioni: “Particolarmente delicato è stato l’intervento al Palazzo vescovile di Carpi oppure il recupero di masserizie nell’azienda Cavicchioli, dove abbiamo speso tante energie fisiche e anche nervose”.

E la guerra contro il nemico invisibile quale il sisma, si combatte con gente come i vigili del fuoco, armati di passione, competenza, coraggio e responsabilità.

Gabriele Zanchin

Davanti alla tendopoli operativa dei VV.FF.

Inizia a Donare per salvare una VitaDona su AvisVeneto.it