E l’Abruzzo abbracciò l’Emilia

Il "Campo Abruzzo" a Cavezzo

Trecento persone nelle tende all’interno del campo, altre 200 in tende-igloo a ridosso del Palazzetto dello sport, centinaia in piccole “tendopoli” allestite qua e là nel paese, nei giardini e lungo le strade. A Cavezzo entrare in casa è ancora un miraggio. Al campo gestito dalla Protezione civile dell’Abruzzo arriviamo a mezzogiorno, mentre una lunga e ordinata fila ci dice che si sta distribuendo il pasto. Accanto, in una grande tensostruttura, molti bambini stanno giocando. Ce ne sono 40 nelle tende, ma altri 60 arrivano dai paesi vicini. All’ingresso del campo, tre tende ospitano la distribuzione di generi di prima necessità, dal sapone alle scarpe, agli indumenti.

Giampiero Antonetti, responsabile del campo, ci accoglie nell’ufficio-mobile che ripara solo un po’ dall’afa e dal sole. Quasi intuendo il nostro collegamento mentale tra questo in Emilia e il loro sisma di tre anni fa, ci dice subito che l’esperienza del terremoto non è facile da vivere, ma che alla tendopoli la situazione è tranquilla. “Sarà che qui non c’è quasi bisogno di psicologi perché lo siamo già noi, che ci siamo passati e capiamo quello che stanno provando queste persone – ci dice – che lo sentono e ci ringraziano per il sorriso, la parola che sappiamo dare. I due terremoti sono stati per alcuni aspetti diversi: da noi più “concentrato” logisticamente, qui più ampio, a L’Aquila ha dato un duro colpo alla storia, qui più all’economia, ma sono identici la paura, il senso di smarrimento e di insicurezza in chi lo vive ed è fondamentale avere un giusto approccio psicologico con gli sfollati”. Che vivono un dramma che non ha confini.

Il Centro operativo mobile

I volontari abruzzesi impegnati in ogni tipo di attività sono 100 e 40 i mezzi. Tra loro anche donatori di sangue abruzzesi, come Raffaele Vivio. Fuori dal campo incontriamo un gruppo di giovani tecnici provenienti da L’Aquila. Sono ingegneri e geologi che nei Comuni colpiti eseguono rilievi in abitazioni e catalogazioni. Abruzzo ed Emilia due facce della stessa medaglia? “Ci sembra una faccia sola – spiegano – noi abbiamo ricevuto e riceviamo tanta solidarietà da tutta Italia e così, ora che c’è bisogno, cerchiamo di dare a nostra volta un contributo anche se, a dire il vero, abbiamo ancora anche noi tanto bisogno di una mano”. Anche per L’Aquila, infatti, i tempi del ritorno alla normalità sono ancora lontani nonostante le tante promesse di tre anni fa.

Michela Rossato

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