Il futuro del vostro giornale e dell’informazione Avis

Il rilevante incremento dei costi di spedizione postale (quasi il 500% in più), avvenuto senza preavviso in 24 ore il 1° aprile all’indomani del voto elettorale del 2010, per opera dell’allora governo in carica, ha determinato la sospensione delle pubblicazioni di innumerevoli periodici. Non si è fatta alcuna distinzione fra testate commerciali, politiche, religiose, dell’associazionismo e del Volontariato. Un danno culturale e di perdita di posti di lavoro senza precedenti nel mondo dell’informazione, a mio parere ben superiore ai risparmi economici per l’erario.

La copertina dell'ultimo numero

Chi ha potuto e saputo – anche in Avis – ha trasformato il proprio periodico in testata on-line, cercando comunque di arrivare ai propri lettori, associando in qualche caso ridimensionamenti rilevanti delle redazioni e dei numeri pubblicati. Il mondo dell’editoria avisina non ha fatto eccezioni. La questione si è posta anche per noi di Avis Veneto a proposito di Dono&Vita. Nel 2010 invece di quattro numeri ne abbiamo pubblicato tre, con aumento del numero di pagine sull’ultimo numero. Poi abbiamo cercato di risparmiare riducendo il numero di copie inviate attraverso un più rigoroso controllo degli indirizzi postali; laddove abitano più donatori membri della stessa famiglia cerchiamo di inviare una sola copia. Ma il problema economico è davvero assai impegnativo: ormai costa di più l’invio postale che “produrre” il periodico (compensi e costi “fisici” della redazione, impaginazione, fotocomposizione, stampa, carta, confezionamento, ecc.).

Quale soluzione?

In questi lunghi mesi le discussioni sono state accese fra i dirigenti regionali e provinciali di Avis Veneto. Fin dagli anni ’90 Dono&Vita è a carico in parte di Avis Veneto, in parte delle Avis provinciali e comunali e delle Abvs. Questa soluzione è servita per responsabilizzare tutta la dirigenza sul periodico associativo e coinvolgerla nel materiale pubblicato, in particolare nelle pagine dedicate alla vita associativa provinciale. Dono&Vita non ha mai voluto essere “solo” la voce dell’Avis regionale, ma anche delle “sette sorelle”: le sei Avis provinciale e l’Abvs. Il rilevante incremento dei costi ha logorato questo patto unitario, unico a quanto sappiamo nel panorama nazionale. Almeno due Avis provinciali hanno di fatto proceduto a ridimensionare drasticamente il numero degli indirizzi ai quali viene spedito Dono&Vita, al fine di contenere i costi economici iscritti al proprio bilancio. A molti donatori, quindi, Dono&Vita non arriva più. Doverosa la domanda: il gioco vale la candela?

Quali le conseguenze?

Innanzitutto ridurre il numero di copie non significa automaticamente un risparmio proporzionale.

Una delle storiche copertine, 1998

Scendendo la tiratura sotto le 100.000 copie (e ci siamo vicini) scatta un aumento dei costi tipografici che vanifica buona parte del risparmio. E questo a carico di tutte le Avis provinciali e di Avis regionale. Per cui il problema spinosissimo rimane quasi immutato, ma più indigesto!Associativamente la questione è assai più complessa. La scelta di inviare Dono&Vita a tutti i donatori è stata presa per rinsaldare il legame fra Avis e donatore che in numerose realtà si è nel tempo affievolito. La scelta dei quattro numeri annui è legata all’intervallo dei 90 giorni fra una donazione di sangue e l’altra. Ogni tre mesi Dono&Vita fa capolino nelle case dei donatori e ricorda loro, con garbo ed educazione, che c’è qualcuno che attende il loro dono. Ma soprattutto Dono&Vita rende conto ad ogni numero dell’impegnativo lavoro svolto dal gruppo dirigente, dei confronti difficili che si svolgono nelle sedi istituzionali sulla questione Sangue&Plasma, informa sulle necessità degli ammalati e sul buon (o cattivo) uso che del dono dei donatori viene fatto. Informa inoltre sulle innovazioni di sistema che si rincorrono nel mondo trasfusionale e che coinvolgono anche l’attività donazionale. Dono&Vita ha anche sempre guardato oltre il mondo trasfusionale, facendo educazione alla salute e alla solidarietà, con particolare attenzione al mondo giovanile. Ha poi affrontando spesso temi sociali e di attualità attraverso tante inchieste che – a volte – hanno anticipato di mesi quelle di altri mass media.

Quali proposte per il futuro?

Sul tappeto ci sono diverse opzioni, ma bisogna avere la consapevolezza che alcune di loro sono senza ritorno. Certamente una decisione bisogna prenderla; non decidere equivale a prendere la decisione peggiore: logorare la testata e la redazione, avvelenare il lavoro del gruppo dirigente, indisporre i donatori. Non è questo lo stile Avis. E allora?

1) Trasportare totalmente la testata on-line, su internet, eliminando l’invio postale. Avis regionale Veneto ha già attivato nel 2011 questa testata on-line. Qui gli aggiornamenti e le notizie sono decisamente più frequenti del numero cartaceo trimestrale. Tuttavia ci vorrà molto tempo perché i donatori si abituino ad accendere il proprio pc per andare a vedere cosa c’è di nuovo su Dono&Vita web. Gli accessi fin qui registrati al sito non sono nemmeno un decimo degli invii postali. Bisogna poi tener presente che Dono&Vita si rivolge soprattutto ai donatori, non solo ai dirigenti Avis, e sono costoro che fanno maggiore difficoltà a connettersi su internet. Ma sono i Donatori la forza di Avis e sono loro che dobbiamo informare e acculturare correttamente e puntualmente sui problemi che sorgono via via nel campo trasfusionale e non solo.

2) Ridurre i numeri. Invece di quattro solo tre o solo due. La periodicità è uno dei punti di forza di un periodico; dal punto di vista editoriale “saltare” un’uscita è una tragedia. I quattro numeri sono il numero collaudato minimo per non ridursi a pubblicazione episodica estemporanea, ed è anche il numero giusto per le donazioni di sangue, tenendo conto che uno degli scopi dell’attività associativa è la “fidelizzazione” del donatore.

3) Ridurre il numero di pagine. Una soluzione che non sposta significativamente il problema economico, legato alle copie spedite e all’impegno della tipografia e della redazione.

4) Riparametrare i bilanci Avis, ritenendo comunque strategico Dono&Vita, accettando di sostenerne i costi, magari tutti a carico di Avis regionale, finanziata con un proprio incremento delle quote associative, ripristinando la solidarietà interna al mondo avisino veneto. L’incremento dei costi potrebbe essere recuperato attraverso un minor onere di altre voci di spesa. Parliamo, in particolare, di quelle tradizionali meno sentite di un tempo, dal costo delle benemerenze (invariate come riconoscimento, ma ridotte nel mero costo economico) al costo dei pranzi sociali e delle gite sociali.

Conclusioni

Chi scrive non sa quale saranno le decisioni. Dovranno essere gli organi dirigenti democraticamente eletti a decidere. Abbiamo dinanzi un biennio dalle sfide complesse e difficili, che necessitano di una condivisione importante, perché dall’esito di un serrato confronto con il governo regionale e nazionale e con il mondo professionale uscirà ridisegnato tutto il Sistema trasfusionale dei prossimi vent’anni. Spero solo che Dono&Vita continui a lungo a entrare nelle case e a essere letto, anche commentato in famiglia e con gli ospiti. Lasciato in bella evidenza sul tavolo perché sia un tacito invito per i nostri figli. Per informare e far riflettere, per farci crescere.

Bernardino Spaliviero

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