Antitrust e sangue cordonale

In veste di Presidente dell’Antitrust è stato forse uno dei suoi ultimi atti. Ora Antonio Catricalà è Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, in pratica il Vice di “SuperMario” Monti. L’Agcm (Autorità Garante Concorrenza e Libero Mercato) il 24 ottobre scorso ha contestato a sei banche private di cordone ombelicale la pubblicità ingannevole utilizzata su siti e depliant. Il ricorso alla conservazione “autologa” (per uso personale, non a disposizione di eventuali altri pazienti) di cellule staminali (in particolare da cordone ombelicale) era infatti presentato con troppa enfasi e con informazioni non corrette. I messaggi scorretti, secondo l’ingiunzione dell’Agcm, dovranno essere modificati entro Natale 2012. L’Antitrust ha fissato infatti il termine di 60 giorni per regolarizzare il tutto.

Molti i messaggi “potenzialmente ingannevoli”, in particolare la scarsa o nulla chiarezza sugli effettivi tempi di conservazione delle cellule cordonali. Nei vari siti “commerciali”- da noi controllati a novembre – vengono indicati fra i 20 e i 25 gli anni di vitalità cellulare, invece dei 15-16 che indicati dalle ricerche e dalle pubblicazioni scientifiche. Al centro del provvedimento anche il fatto che le società (tutte legalmente estere, ma con propaggini operative e “di vendita” in Italia) che offrono a non poco prezzo tali servizi DEVONO chiarire ai potenziali “clienti” i limiti effettivi dell’impiego terapeutico. Dovranno poi informare che il rientro dei campioni conservati nelle banche straniere non è automatico. Non basta, infatti, uno schiocco di dita, ma l’eventuale trapianto con “rientro” delle staminali bancate all’estero va autorizzato dal ministero della Salute.

In rete (basta digitare “cordone ombelicale” su Google) si leggono spot fin troppo trionfalistici. Messaggi che, cosa più grave, a livello subliminale – almeno secondo chi meglio conosce l’argomento – instillano nei futuri genitori una specie di “senso di colpa” di non fare abbastanza per la salute del nascituro.  “Proteggi la salute di tuo figlio”, “Regala un’assicurazione biologica a tuo figlio, siamo leader in Europa”, “Un gesto prezioso per la futura Salute del tuo bambino”… I genitori vengono così spinti verso una scelta costosa (alcune migliaia di euro) che, allo stato dei fatti, non offre alcuna sicurezza. La futura salute dei figli, che eventualmente si ammalassero di malattie che prevedano il trapianto di cellule staminali, è infatti molto più garantita dalle banche pubbliche italiane. Che, tra l’altro, ai genitori non costano assolutamente nulla e offrono una sicurezza – grazie alle rigidissime norme nazionali – decisamente altissima in qualità e… quantità. Nelle banche pubbliche, infatti, sono bancati altre decine di migliaia di cordoni “eterologhi” uno dei quali potrebbe serre quello “giusto”. In Italia, quindi, la conservazione autologa del cordone ombelicale è proibita per legge È permessa solo in casi eccezionali. Ma approfittando della buona fede (e della scarsa cultura in merito) di migliaia di coppie in attesa il divieto viene tranquillamente aggirato. E con lucrosissimi guadagni.

Ne abbiamo contate ben 27, in una lunga “incursione” su internet, di società specializzate nell’export dall’Italia con sede a Londra, in Belgio, in Svizzera, a San Marino, ecc. ecc. I provvedimenti del Garante riguardano comunque solo le società Smart Bank, Cryosave Italia, Futura Stem Cells, Future Health, Sorgente e Crylogit Regener. Ma esplorando i siti delle altre non è che la situazione sia più rosea o le informazioni più corrette. Grazie ad un battage pubblicitario massiccio, in questi ultimi anni decine di migliaia di italiani hanno deciso di criocorsevare “privatamente” le staminali cordonali. Questo nella triste – ma remotissima – eventualità che possano servire in un immediato futuro (non più di 15 anni) per il trapianto e la cura di malattie del sangue del figlio.Nel provvedimento dell’Antitrust si legge anche come “nessuna procedura è stata ancora definita per il rientro in Italia dei campioni di cellule staminali cordonali dalle banche estere”. I dati del Centro nazionale trapianti, poi, fanno pensare che si possa rasentare anche la truffa: “su 200 mila trapianti di cellule staminali del sangue realizzati tra 2000 e 2008 in ambito comunitario, quelli autologhi, con identità tra donatore e ricevente, sono stati 130 mila e mai è stato impiegato il cordone ombelicale, ma solo staminali di midollo dello stesso paziente”. E poi: “la probabilità di utilizzare il cordone conservato all’estero è remota oscillando tra il valore di 0,005% e 0,004%”. Fin qui le notizie. Approfondiamo l’argomento con ulteriori opinioni e interventi. Li trovate in “altro volontariato”, qui.

È il caso di dirlo… a tutti un “chiaro”, limpido, Buon Natale 2012.

Beppe Castellano

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