Esami e donazioni, quanto conviene “risparmiare”?

Cara Redazione,

Sono un donatore da circa 20 anni e tramite il “nostro” giornale volevo trasmettere il mio disappunto su come è cambiato, in peggio, il rapporto tra donatore e “Sanità”, dico Sanità perchè non so quale entità sia direttamente sopra l’Avis a regolarne i rapporti. Una volta a ogni donazione veniva inviato a casa il prospetto con i valori delle analisi, adesso viene fatto una volta all’anno in occasione della visita. Se per qualche motivo di salute si richiedeva un’analisi particolare al medico preposto alla visita ti veniva incontro nell’inserirla. Adesso sappiamo che la crisi e i tagli attanagliano in maniera particolare anche la nostra Sanità, ma i donatori sono una risorsa unica, sono una risorsa strordinaria che permette di salvare e aiutare tante persone e visto che il sangue artificiale non è ancora stato inventato li dobbiamo tenere ancor più in considerazione. La mia lamentela nasce dal fatto che in occasione dell’ultima donazione ho chiesto nel colloquio medico se era possibile inserirmi il controllo del ferro e del colesterolo (ero particolarmente stanco e il colesterolo l’ho porto un po’ alto). La risposta del medico è stata che non può inserirli perchè hanno un costo e li possiamo fare solo in occasione della visita annuale. Morale della favola, dopo una settimana ho fatto l’impegnativa dal medico condotto e pagando 37 euro di ticket ho fatto le analisi che mi mancavano, tra l’altro scoprendo che dei valori non andavano bene; ma sono sicuro che tra 3 mesi mi arriverà a casa l’avviso di andare a donare dicendomi che nell’ultima donazione fatta era tutto OK. Certe volte hai l’impressione di essere considerato un limone da spremere, e con questo non voglio comunque colpevolizzare il medico che sicuramente rispetterà le direttive ricevute ma mi lamento di questa poca flessibilità nel gestire le cose. Il donatore in sé è una persona che per altruismo e grande dovere sociale compie questo gesto anche più volte in un anno senza nulla a pretendere, ma se per motivi giustificati chiede una verifica particolare non può non essere accolta.

Concludo agganciandomi alla lettera di allarme spedita a tutti i donatori tramite il giornale: le donazioni calano! E se non bastasse il sangue raccolto cosa bisognerebbe fare… bisognerebbe acquistarlo da altre parti? Ci sarebbe un costo da sostenere! Allora cerchiamo di considerare di più le persone che già lo fanno da anni che forse facciamo valere il proverbio “chi più spende meno spende”: Sperando tale mio pensiero possa essere condiviso Vi saluto cordialmente.

Alberto De Nardi  – Gruppo S.Vito al Mantico (Vr)

 

Caro Socio,

ho letto la Tua lettera di lamentela, che si aggiunge alle molte altre che stiamo ricevendo.

Come bene hai ben sottolineato il malessere che denuncia è rivolto alla mancanza di attenzione e alla “freddezza” verso il donatore che riscontriamo in atteggiamenti magari giuridicamente e formalmente ineccepibili.

Avis Veneto sta concordando con la Regione un pannello minimo essenziale di esami da effettuare per omogeneizzare i comportamenti nei Dipartimenti e abbiamo già accettato alcune rimodulazioni: non perdiamo neppure un esame utile ma lo facciamo con periodicità più congrua. Questo pannello prevede effettivamente che il Colesterolo totale e altri esami  vengano  effettuati solo una volta all’anno. Ma se il donatore riferisce di “sentirsi stanco” nulla vieta al medico di approfondire gli esami che riguardano l’idoneità alla donazione (come potevano essere ferro e ferritina ad esempio) ogni volta lo ritenga opportuno. Si tratta di una misura di sicurezza sanitaria e, quindi, una discrezionalità prevista dalla legge e riconosciuta in esenzione ticket da parte dello Stato. Nessun privilegio e nessun abuso!

Ti ringrazio per la segnalazione e ne faremo buon uso! Tornando ai temi dell’importanza del donatore volontario del sangue e della prevenzione, concordo sul ritenere strategico e fondamentale garantire il parco donatori esistente e sull’opportunità di migliorare l’attività di prevenzione verso i donatori  tenendo conto di ciò. Al tavolo regionale, questa sarà la nostra posizione. Grazie e saluti.

Alberto Argentoni, presidente Avis regionale Veneto

 

Inizia a Donare per salvare una VitaDona su AvisVeneto.it