Adelante, Avas! Cronaca della Giornata mondiale del donatore di Sangue in Argentina

La cerimonia ufficiale  per la “Giornata mondiale del donatore di sangue” si è tenuta quest’anno in Argentina. La manifestazione si è svolta contemporaneamente in 15 province argentine e ha avuto il suo momento ufficiale nell’assemblea plenaria del  14 giugno a Buenos Aires, alla presenza del rappresentante dell’Onu, di alte cariche dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e dell’Organizzazione Pan Americana

Il presidente Fiods Gianfranco Massaro e Alberto De Nacimiento, presidente Avas, nello stand di Avas Argentina

(Pao), di 2 ministri argentini (sanità e pubblica istruzione), del presidente della Fiods e delle rappresentative di molti Paesi stranieri. Non si è trattato di un fatto occasionale per l’Argentina.

Il Governo ha intrapreso una campagna per promuovere la donazione di sangue volontaria e periodica, che attualmente copre solo il 16% del fabbisogno trasfusionale locale, e l’obiettivo è arrivare a un milione di donatori volontari. Avis ha un rapporto particolare con quella terra, dove vivono milioni di discendenti di nostri connazionali e dove da alcuni anni supportiamo la crescita dell’associazionismo dei donatori volontari di sangue con il progetto “Avis in Argentina: un legame di sangue che si rinnova.”. Questo progetto ha  portato alla nascita dell’associazione Avas (Associazione volontari Argentini del sangue), che è presente già in 3 province argentine e che si sta diffondendo in maniera significativa. Lo stand di Avas  presso la sede dell’assemblea plenaria era l’unico a non essere organizzato da un organismo governativo.

Abbiamo avuto l’onore di essere chiamati a tenere una relazione nel corso della manifestazione: “Il donatore di sangue nei processi economici”, presentando l’esperienza del sistema trasfusionale italiano e illustrando i nostri risultati con particolare riferimento all’efficienza e alla complessiva economicità dello stesso. Abbiamo cercato di motivare il ruolo strategico dell’associazionismo nel raggiungimento di questi risultati. Le ricerche internazionali dimostrano che 1 euro investito nel volontariato produce un rendimento tra i 3 e gli 8 euro, senza contare la maggior sicurezza trasfusionale e l’effettiva possibilità di raggiungere l’autosufficienza. C’è stato molto interesse per la nostra esperienza, con richieste di chiarimenti e approfondimenti. Tanto apprezzamento ci ha stimolato orgoglio per l’immagine di Avis nel mondo.

Il manifesto ufficiale

Il viaggio è stato anche l’occasione per verificare i risultati del nostro progetto in Argentina. Il bilancio è positivo: l’Avas si sta diffondendo ed entro l’anno costituirà una federazione nazionale, così da poter avere rappresentanza presso il Governo federale, il modello organizzativo che vede l’associazionismo come principale agente di proselitismo e fidelizzazione si sta imponendo anche presso i responsabili politici e sanitari, i dirigenti Avas incontrati  sono molto motivati e attivi.

È stato molto bello, la sera al termine della manifestazione ufficiale, trovarci tutti insieme per commentare l’evento davanti all’immancabile piatto di carne e ad uno (o più) bicchieri di buon vino. C’erano una trentina di dirigenti Avas e ci hanno raccontato dei loro progetti e delle loro speranze. Il piccolo seme di solidarietà, posto con l’aiuto di Avis, ha trovato terra fertile in Argentina, specie tra le comunità di origine italiana. Davvero un legame di sangue che si rinnova. Adelante Avas!

Alberto Argentoni, presidente Avis Veneto

Alberto Argentoni allo stand Avas

 

 

 

Cena Avas, in primo piano Gino Foffano e Alberto Argentoni
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